Alitalia, intesa coi sindacati: no a 700 esuberi

di Andrea Barbieri Carones

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Andrea Ragnetti di Alitalia e i sindacati hanno trovato un accordo per evitare il taglio di 690 dipendenti. Il segreto? Puntare sulla flessibilità.

Alitalia ha trovato un accordo con i sindacati che prevede che la compagnia aerea guidata da Andrea Ragnetti rinunci al taglio di 690 dipendenti, come aveva ventilato poco tempo fa. L’incontro con i rappresentanti dei lavoratori è stato più o meno rapido, almeno secondo i canoni italiani visto che ci sono voluti 2 mesi di incontri. E tutto ciò senza particolari tensioni, scioperi o misure di protesta particolari grazie a una sorta di escamotge che aumenta la flessibilità del personale.

Gli incontri erano iniziati a metà ottobre dopo la presentazione del piano industriale presentato dal CEO, che aveva intravisto nel taglio di 700 dipendenti un mezzo per tagliare i costi aziendali e risparmiare 30 milioni di euro sul costo del lavoro.

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L’accordo sulla flessibilità che Alitalia ha firmato con Cgil, Cisl, Uil e Ugl Trasporti prevede una razionalizzazione dei turni di lavoro che si gioca sulla concessione di ferie e permessi, su un diverso approccio al part time e al telelavoro. E i 30 milioni risparmiati verranno raggiunti da un lato tramite un “percorso di definizione del nuovo contratto del settore aereo” e dall’altro con “l’individuazione e l’ottimizzazione di strumenti di flessibilità già previsti dalla contrattazione aziendale”. I dipendenti, per esempio, potranno scegliere le ferie in periodi o giorni di bassa stagione come novembre e gennaio, evitando quelli in cui c’è un alto flusso di passeggeri, come i mesi estivi o come il periodo natalizio o quello pasquale. E l’azienda risparmierà sull’assunzione di personale stagionale per far fronte ai periodi di punta.

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Per Andrea Ragnetti era importante risparmiare: non importava da dove venissero i tagli anche perché in ballo c’è il raggiungimento del pareggio operativo nel 2013. Da notare che i 690 dipendenti che sarebbero stati tagliati con quest’ultimo provvedimento – di cui 300 di terra e 390 di volo – non avrebbero potuto avvantaggiarsi delle ottime condizioni di cassa integrazione che da 4 anni stanno usufruendo i 3.700 dipendenti in esubero tagliati nel passaggio dalla vecchia compagnia alla nuova Cai, che per altri 3 anni percepiranno l’80% del loro ultimo stipendio.

Da una compagnia aerea a un’altra, sempre nella stessa alleanza tra vettori (Skyteam): Delta Airlines ha annunciato di voler investire 360 milioni di dollari per acquistare il 49% del capitale di Virgin Atlantic, fondata e guidata dal magnate inglese Richard Branson e attualmente nelle mani di Singapore Airlines. La transazione permetterà la creazione di una joint venture per ingrandire il network di compagnie che operano voli transatantici transatlantico tra il Regno Unito e il Nord America.

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Questo porterà alla scomparsa degli aerei Virgin? “Niente affatto” ha commentato mr Branson, che si è affrettato a lanciare una sorta di sfida al numero uno di British Airways, vettore numero uno nel Regno Unito e parte di un’alleanza con American airlines, Iberia e altri: “Se entro 5 anni il logo Virgin sarà scomparso dagli aerei (come prevede il boss di British), mi impegno a regalare 1,2 milioni di euro ai dipenednti della sua compagnia“.