Banda larga: l’Italia non è al passo con l’UE

di Marianna Di Iorio

scritto il

Secondo uno studio della Commissione Europea, l'utilizzo della banda larga in Italia è cresciuto poco rispetto allo scorso anno

La banda larga cresce in Europa, ma non in Italia: è questo uno dei risultati a cui è giunta l’inchiesta pubblicata dalla Commissione Europea e condotta tra novembre e dicembre 2006, sull’utilizzo delle tecnologie digitali nei Paesi appartenenti all’Unione Europea.

Dallo studio è emerso che nella Ue la rivoluzione digitale ha raggiunto quota 28% contro il 22% del 2006, mentre in Italia si è fermata a quota 14%.

In particolare, il primo posto in classifica in termini di crescita spetta alla Danimarca con un +11% rispetto all’anno precedente e con il 60% degli intervistati che accede alla banda larga. Alla Danimarca seguono il Belgio e la Spagna con una crescita per entrambi del +9%. L’Italia si colloca agli ultimi posti della classifica registrando un incremento del +2%.

Se si considera, invece, la percentuale delle persone che accedono alla banda larga, la prima posizione spetta ai Paesi Bassi con il 65% seguiti da Danimarca e Finlandia (rispettivamente con il 60% e il 49%).

Se, dunque, nel resto d’Europa si registrano valori positivi, in Italia, così come in Svezia e Austria, la penetrazione della rivoluzione digitale avviene in toni minori.

Per quanto riguarda, inoltre, il nostro Paese, è slittata a data da destinarsi l’approvazione del WiMax. Il 9 maggio l’Autorithy dovrebbe prendere una decisione in merito, ma potrebbe anche rinviare nuovamente l’esame del provvedimento che riguarda il nuovo regolamento.