L’insider trading nell’era dei blog

di Paolo Iasevoli

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Una ricerca inglese ha rilevato un nuovo canale per la fuga di notizie riservate dell'azienda: i blog e i social network, visitati dai dipendenti più giovani

Il 42% dei lavoratori tra 18 e 29 anni parla del proprio lavoro sui blog e sui siti di social network, come Myspace.

Il Web 2.0 mostra così il suo lato oscuro, dopo aver regalato alle imprese innumerevoli opportunità per migliorare il proprio business. Lo evidenzia lo studio appena pubblicato da YouGov, che ha intervistato più di 1000 dipendenti inglesi.

I più propensi a frequentare i siti ‘sociali’ sono i lavoratori giovani: il 40% ha dichiarato di visitarli più volte al giorno durante l’orario lavorativo. Un’azienda su 4 risponde con regolamenti interni che proibiscono l’accesso a questo tipo di siti, ma nonostante ciò il 60% dei ‘giovani’ ritiene che sia giusto frequentare blog e social network, anche per ragioni personali. Una percentuale che scende al 38% per il lavoratori over 30, evidenziando un divario generazionale nell’utilizzo del Web 2.0.

Del resto, le imprese dovrebbero stare molto attente nell’imporre regolamenti restrittivi. Nonostante la ricerca consigli alle aziende di tenere d’occhio i social network per evitare fughe di dati riservati, una politica di ceco proibizionismo sarebbe deleteria per il proprio business.

Ian Bowles, CEO di Clearswift (società di sicurezza che ha commissionato la ricerca), conferma che «non è difficile immaginare un dipendente che posta commenti non autorizzati su prodotti della propria azienda, mettendone in discussione la qualità su un blog e causando danni all’immagine aziendale. Ma proibire l’accesso ai blog non è la soluzione, poiché taglierebbe l’impresa fuori dal dialogo con partner e consumatori».