Cybercriminali studiano la psicologia degli utenti

di Marianna Di Iorio

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Uno studio di McAfee analizza i giochi psicologici messi in atto dai cybercriminali per catturare informazioni riservate degli utenti

I cybercriminali utilizzano giochi psicologici per convincere gli utenti che utilizzano la Rete a cedere denaro e informazioni riservate, che potrebbero compromettere loro stessi e l’azienda in cui lavorano.

Lo rivela il report “Giochi Psicologici” di McAfee, pubblicato con la collaborazione di uno psicologo legale, il Professor Clive Hollin dell’Università di Leicester nel Regno Unito.

Secondo quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale, «i criminali informatici stanno adottando tecniche sempre più abili come assumere identità che possono sembrare attendibili, coinvolgere con scherzi amichevoli e fare leva sulle emozioni umane come paura, insicurezza e avidità».

Secondo il Professor Hollin «date le giuste condizioni in termini di capacità di persuasione della comunicazione e la combinazione critica di fattori personali e circostanziali, la maggior parte delle persone potrebbe essere vulnerabile a informazioni fallaci. Ciò è vero sia per gli utenti di computer esperti che inesperti: mentre l’ingenuità potrebbe essere una spiegazione parziale, anche gli utenti più sofisticati possono essere tratti in inganno e diventare suggestionabili da messaggi illusori».

In sostanza, i criminali informatici stanno cercando di manipolare il comportamento degli utenti, persuadendoli ad aprire allegati, cliccare su link o addirittura inserire informazioni riservate quali, per esempio, il codice fiscale o, addirittura, accessi bancari.