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Banda Larga: il nuovo Pacchetto UE per le TLC

di Barbara Weisz

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Linee Guida per l'Agenda Digitale UE al 2020: i punti chiave del Pacchetto su banda larga e fibra ottica presentate dal commissario Neelie Kroes per la nuova regolamentazione delle TLC.

Più concorrenza tra operatori nel Mercato TLC e flessibilità dei prezzi d’accesso ai servizi Internet di nuova generazione come la fibra ottica: sono i punti chiave del nuovo Pacchetto UE per lo sviluppo della Banda Larga in Europa, presentate da Neelie Kroes, Responsabile per l’Agenda digitale europea.

L’obiettivo è definire  un sistema regolatorio equilibrato, che promuova gli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche super veloci fino al 2020. E per le aziende l’argomento è strategico, poiché l’infrastruttura tecnologica è ormai considerata universalmente un volano di competività prioritario.

Linee Guida

  • Non discriminazione – garantire condizioni equilibrate sul fronte del servizio ad ex monopolisti e nuovi operatori, con pari accesso alle reti.
  • Prezzo del rame stabile  (materiale delle reti “tradizionali”) senza corse allo sconto – promuovere la fibra ottica stimolando indirettamente gli investimenti in reti di nuova generazione.
  • Flessibilità dei prezzi all’ingrosso per reti e servizi di nuova generazione – prezzi finali non più basati solo sui costi.

Altre misure: politiche di supporto pubblico; nuovi strumenti finanziari nell’ambito del CEF (Connecting Europe Facility) che attirino investitori; riduzione dei costi di lancio delle NGN  (le reti di nuova generazione); implementazione del Radio Spectrum Policy Programme; azioni volte a rendere il mercato digitale più competitivo.

Reazioni

L’ETNO, l’associazione dei grandi operatori di telecomunicazioni europei di cui fa parte anche l’italiana Telecom Italia, ha commentato con favore la proposta Kroes – che ha il merito di fornire certezze al mercato – apprezzando soprattutto la mancata discesa dei prezzi della rete in rame.

Più articolata la posizione degli operatori telefonici emergenti riuniti nell’ECTA (di cui fanno parte Wind e Fastweb), soddisfatti per le misure anti-discriminazione ma fortemente critici sul fronte dei prezzi del rame, una misura che ritengono discordante con le “Raccomandazioni 2010” e che sarebbe destinata a portare indietro il mercato europeo alla fase precedente la liberalizzazione.