Cloud Transformation in Italia: scenari, trend e sfide

di Redazione PMI.it

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Cresce il mercato italiano del Cloud che raggiunge i livelli pre-pandemia, ma non tutte le imprese stanno al passo con il cambiamento.

Il mercato italiano del Cloud nel 2021 vale 3,84 miliardi di euro, segnando un aumento del 6% rispetto al 2020. La spesa Cloud, infatti, continua a crescere sebbene sia trainata non più dai servizi SaaS (+13%) ma da quelli PaaS (+31%) e IaaS (+23%). I tassi di crescita, in particolare, sono ormai assimilabili a quelli pre-pandemici.

Secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Transformation, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, il 34% delle imprese non ha ancora accompagnato questo percorso tecnologico con concrete iniziative cambiamento organizzativo rivolte alla direzione IT. Un evidente ritardo, in particolare, riguarda il potenziamento delle competenze del personale esistente, l’arricchimento della struttura organizzativa grazie all’inserimento di specialisti nelle tecnologie Cloud, così come la revisione dei processi aziendali coinvolti.

 

La componente principale della spesa Cloud è data dal Public & Hybrid Cloud, l’insieme dei servizi forniti da provider esterni e l’interconnessione tra Cloud pubblici e privati. Come accennato sopra, i servizi PaaS (Platform as a Service) si confermano un layer tecnologico sempre più abilitante. Osservando l’evoluzione della filiera digitale, l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha generato nelle imprese una maggiore consapevolezza sulla rilevanza strategica delle risorse tech, tanto che il 41% delle aziende ha registrato una crescita dei ricavi nel corso dell’ultimo anno anche superiore al 20%.

Per quanto riguarda le grandi imprese italiane, oggi fanno riferimento mediamente a 5 Cloud provider per l’erogazione dei propri servizi, sebbene il desiderio di affrontare progetti più complessi non sembri trovare un’adeguata risposta nell’offerta di mercato di soluzioni standard. A crescere, infatti, è l’interesse verso le architetture Cloud Native in grado di generare molti benefici: maggiore scalabilità, flessibilità e portabilità delle applicazioni, ampia agilità progettuale legata alla rapidità di sviluppo ma anche minori costi di realizzazione e gestione del software.

Focalizzando l’attenzione sul cambiamento organizzativo, le imprese stanno affrontando la necessità di nuove competenze coniugando la presenza di personale interno con l’acquisizione di abilità tecniche dai partner di filiera (che rappresentano circa un terzo degli FTE complessivi del Direzione IT). A mancare, ancora oggi, sono concrete iniziative di change management che possano far fronte alla crescita della diffusione e pervasività del Cloud.