Performance management per PA e Sanità

di Alessia Valentini

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Il sistema di performance management nell'ambito delle PA e delle aziende sanitarie, le aree funzionali in cui può essere applicato, il suo valore strategico e il punto della situazione in Italia.

Introduzione

Il Performance Management (PM) è una pratica di gestione ben nota alle aziende del settore privato che sono abituate alla definizione di obiettivi strategici e al tuning di tutti i processi aziendali al fine di orientarli verso i target da raggiungere. Tuttavia anche i responsabili degli enti della Pubblica Amministrazione e delle aziende sanitarie sono chiamati a migliorare i processi delle proprie strutture, a formulare strategie di crescita redditizia, ad allineare le strategie con i piani operativi e a sorvegliare attivamente le attività operative quotidiane. Ecco dunque che gli strumenti e le pratiche proprie del Performance Management devono diventare mezzi ordinari e quotidiani di lavoro.

Definizione

Una delle definizioni del Performance management lo identifica con “una disciplina di gestionale che consente all’organizzazione di collegare l’impostazione strategica alla concretezza dei piani operativi“. Ovviamente sono presenti in commercio diversi software che costituiscono l’implementazione pratica dei principi teorici e che consentono di gestire e individuare sinteticamente i dati e soprattutto monitorare i risultati verificando l’eventuale scostamenti dagli obiettivi prefissati.

Il Performance Management per la PA

Nell’ambito della Pubblica amministrazione le aree funzionali, in cui il PM può fare la differenza, sono innanzitutto la misurazione della performance in senso stretto mediante gli strumenti di balanced scorecard che misurano l’efficacia delle strategie interne, permettono il monitoraggio dei costi, dei processi interni, e delle conseguenze sui cittadini.

La seconda area di miglioramento riguarda la gestione dei costi, finalizzata all’aumento dell’efficienza. In questo caso gli strumenti operativi e pratici sono quelli di contabilità analitica e di activity base costing (allocazione di risorse utilizzando fattori statistici per conoscere i costi complessivi del servizio erogato n.d.r.), per indagare dati di dettaglio quali ad esempio il costo unitario di un posto all’asilo nido o del generico posto letto occupato o libero in una struttura ospedaliera.

Le esperienze dei fornitori di soluzioni tecnologiche di questo tipo che hanno avuto e hanno a che fare con la PA riportano un alto grado di interesse da parte della PA centrale specialmente in quegli enti quali ad esempio Inail o Agenzia delle entrate molto attenti ai costi e alle spese, e in quegli enti di PA locale quali province e Comuni di una certa ragguardevole dimensione. Viceversa negli altri enti locali più piccoli si riscontra un atteggiamento più tiepido dovuto al fatto che in questi enti spesso mancano adeguati interlocutori di riferimento per i progetti tecnologici complessi, e che le scelte vengono influenzate dalla compagine politica la cui carica ha spesso durata temporale inferiore ai tempi di implementazione del progetto stesso.