Piattaforme mobili: nuove frontiere malware e cracking

di Guido Grassadonio

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I cellulari di nuova generazione sono l'obiettivo preferito dei cracker. Sott'occhio pagine web infette e i bug dei prodotti Adobe.

I report McAfee, Symantec, Trend Micro & C. parlano chiaro, confermando quanto detto più volte: la nuova frontiera dei malware e degli attacchi informatici sono le piattaforme mobili. Si sa che tutto ciò che si connette a Internet non può essere ritenuto sicuro al 100% e, se la connettività su cellulari e smartphone di nuova generazione sta vivendo un vero boom, è anche vero che le pratiche di cracking si stanno adeguando.

Uno dei dati più curiosi dell’ultimo trimestre 2010 è il lieve calo del livello di Spam globale, segno che altre e più redditizie strategie malevoli si stanno affermando al suo posto. Due sembrano essere le “vie maestre”: attacco tramite sito e infezione da prodotti Adobe.

Nel primo caso, McAfee ha rilevato che usando le chiavi di ricerca più comuni, almeno il 51% dei primi 100 risultati rimanda a pagine “infette”. Un rischio confermato anche da Symantec che dovrebbe richiamarci sempre di più ad un uso consapevole di Internet e dei motori di ricerca.

Per quanto riguarda l’attacco a sistemi flash e PDF, il trend non ha fatto che confermare le paure già manifestate nel 2009: per tutto il 2010 vari ricercatori ed esperti di sicurezza hanno continuato a segnalare bug e pericoli intrinsechi a queste tecnologie.

E la tendenza pare confermata anche per il 2011. In fondo, con il successo in chiave “mobile” di sistemi operativi alternativi ai prodotti Microsoft, i sistemi Adobe – funzionanti su qualsiasi OS – diventano un’ottima soluzione per intrufolarsi dentro le nostre macchine.

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