Scuola e privacy in Rete: il richiamo del Garante

di Teresa Barone

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Il Garante della Privacy ricorda le regole base sul trattamento dei dati personali di docenti e studenti in Rete, e annuncia la pubblicazione di linee guida in materia.

Si parla sempre più spesso di scuola 2.0, istruzione innovativa, libri elettronici e wi-fi in aula: sebbene molte di queste novità non appartengano all?immediato futuro, la comunicazione tra istituti, docenti e genitori avviene ormai prevalentemente in modalità telematica. Ma quali sono le regole da rispettare in materia di privacy?

=> Scopri le regole del Garante per proteggere i dati online sulla salute dei cittadini

È il Garante della Privacy a ricordare le principali linee guida da seguire nel trattamento dei dati sensibili di studenti e insegnanti, evitando di rendere pubbliche informazioni riservate che potrebbero esporre gli interessati a rischi di vario tipo, compreso stalking o pedofilia, ma anche ledere la dignità delle persone e delle famiglie coinvolte.

Si parla, ad esempio, della pubblicazione online di graduatorie o elenchi completi di indirizzi e numeri telefonici dei docenti, come anche della diffusione in Rete sul sito del Comune dei dati relativi al servizio scuolabus, con riferimento esplicito al nome dei minori e agli indirizzi di residenza, un comportamento che il Garante ritiene illecito e pericoloso.

«La diffusione di questi dati, oltre a comportare una violazione della normativa può rendere i minori facile preda di malintenzionati.»

No assoluto anche alla pubblicazione sul portale della scuola dei nomi dei bambini le cui famiglie sono in ritardo con il versamento della retta per il servizio mensa, così come di coloro che sono esentati dal pagamento per reddito. Il Garante sottolinea l?importanza di diffondere richiami e annunci di carattere generico invitando i singoli genitori a informarsi direttamente preso il plesso scolastico.

=> Leggi le linee guida del Garante della Privacy per il trattamento di dati personali

Per quanto riguarda i moduli di iscrizione, invece, il Garante richiama l?attenzione sul trattamento delle informazioni sensibili inerenti la salute o la fede religiosa, spesso richieste ma non indispensabili.