PA trasparente e dati personali: il Garante chiede più tutela

di Teresa Barone

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Il Garante della Privacy approva il decreto sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione, ma con riserve: serve più tutela per i dati personali delle categorie deboli.

Il decreto legge sugli obblighi di trasparenza della Pubblica Amministrazione deve essere rivisto e modificato per garantire maggiori tutele nei confronti delle persone: questo è il parere del Garante per la Privacy, che ha sottolineato come non possa essere attuata una diffusione incondizionata dei dati personali.

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Si parla, in primis, della diffusione dei dati inerenti le condizioni di disagio economico e sociale di alcune categorie deboli come gli anziani e i disabili, o comunque dei cittadini che beneficiano della social card. Il dovere del Governo è quello di tutelare la dignità di questi soggetti, pertanto questo tipo di informazioni non deve essere diffuso in Rete.

«La necessità di realizzare un controllo diffuso sull’attività della Pubblica Amministrazione non deve condurre a forme sproporzionate di diffusione di informazioni che possono finire per ledere i diritti dei cittadini, specialmente di quelli in condizioni più disagiate».

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Riservatezza e protezione devono quindi rappresentare due priorità fondamentali del Governo, e questo anche per seguire le linee guida europee. Da parte del Ministro della PA Filippo Patroni Griffi c?è la piena condivisione di questi principi sanciti dal Garante, definiti come “puntuali suggerimenti? del tutto compatibili con l?obiettivo di rendere più trasparente l?operato e i servizi degli enti pubblici nazionali.

«Un efficace e reale sistema di trasparenza può valere molto di più anche dei sistemi di controllo perché responsabilizza chi agisce nell’amministrazione e i cittadini. Queste esigenze sono senz’altro compatibili con il diritto alla riservatezza purché si attui un adeguato bilanciamento di interessi e la riservatezza non diventi un alibi per assicurare sfere pubbliche non conoscibili».

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