Strategia Energetica Nazionale: la consultazione online del MiSE

di Teresa Barone

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Il MiSE crea uno spazio virtuale per raccogliere idee e proposte mirate a definire il Piano Energetico Nazionale: consultazione online attiva fino al 30 novembre.

È attiva a partire dal 16 ottobre la consultazione online avviata dal Ministero dello Sviluppo Economico sulla Strategia Energetica Nazionale: attraverso un apposito spazio web messo a disposizione dei cittadini sul sito del MiSE, infatti, è possibile inviare i propri consigli, suggerimenti, progetti e idee in materia di energia che saranno successivamente valutati e inseriti all?interno del documento ufficiale.

Parallelamente alla consultazione pubblica online, che a oggi ha già all?attivo circa 100 contributi inviati attraverso il forum, il MiSE ha avviato una serie di incontri con le associazioni di categoria che fino al 30 novembre favoriranno circa 20 tavoli di discussione: protagonisti saranno le associazioni di produttori e operatori del settore, ma anche i consumatori, sindacati, associazioni ambientaliste e istituti di ricerca.

La consultazione online resterà attiva fino al 30 novembre e sarà indispensabile per tracciare le linee guida della nuova Strategia Energetica a livello nazionale, come ampiamente illustrato sul sito del MiSE.

«Il settore energetico ha un ruolo fondamentale nella crescita dell?economia del Paese, sia come fattore abilitante (avere energia a costi competitivi, con limitato impatto ambientale e con elevato livello di servizio è una condizione fondamentale per lo sviluppo delle imprese e per le famiglie), sia come fattore di crescita in sé (pensiamo ad esempio al potenziale della Green economy). Assicurare un?energia più competitiva e sostenibile è dunque una delle sfide più rilevanti per il futuro del nostro Paese. Ecco perché ci è sembrato indispensabile lavorare alla definizione di una Strategia Energetica Nazionale che espliciti in maniera chiara gli obiettivi principali da perseguire nei prossimi anni, tracci le scelte di fondo e definisca le priorità d?azione – pur sapendo di agire in un contesto di libero mercato e con logiche di sviluppo non controllabili centralmente.»

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