Mibac: online il nuovo portale CulturaItalia

di Teresa Barone

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Presentato il nuovo portale CulturaItalia.it, promosso dal Ministero dei Beni Culturali e rinnovato con contenuti e funzioni innovative: il ?Google della cultura? secondo Antonia Pasqua Recchia.

Il Ministero dei Beni Culturali ha promosso il restyling del portale Culturaitalia.it, già online dal 2008 e presentato nella sua nuova veste il 22 febbraio dal segretario generale Antonia Pasqua Recchia e dal direttore generale dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione Mario Dal Co.

Uno spazio virtuale nato grazie alla collaborazione tra musei, archivi, biblioteche e gallerie, finalizzato a valorizzare la cultura italiana e, soprattutto, a promuovere l?informatizzazione del patrimonio artistico nazionale. Il portale mette a disposizione, fino a l prossimo giugno, migliaia di articoli, news in italiano e inglese, informazioni, una guida ragionata a 5 mila siti web e numerosi file video.

Ampliamento dei contenuti, quindi, grazie anche all?adesione di nuovi partner e all?avvio del progetto “MuseiD-Italia?, una nuova sezione del portale dedicata ai capolavori artistici conservati nei musei e nei luoghi della cultura italiani – che partirà in primavera – strutturata come una sorta di libreria digitale condivisa con Regioni e Istat. Un sistema di ricerca sofisticato, inoltre, garantisce il recupero dei contenuti in modo facile e intuitivo, grazie all?applicazione di vari filtri che consentono di trovare informazioni non duplicate.

Il sito Culturaitalia.it è destinato non solo ai ricercatori e agli studenti, ma anche ai turisti che desiderano trovare informazioni sui luoghi della cultura in Italia e a chiunque voglia approfondire le sue competenze artistiche. Antonia Pasqua Recchia ha sottolineato l?importanza del progetto alla base del nuovo portale, definito come il “nuovo Google della cultura?, con queste parole:

«Partiti in uno stato di grande arretratezza abbiamo lavorato su due binari, da un parte il passaggio all’amministrazione digitale e dall’altra la messa online di contenuti, seguendo il sistema di regole che si andavano delineando a livello europeo. Dove, per una volta, non siamo andati a rimorchio, ma abbiamo fatto da traino con ruoli di coordinamento.»