Servizi pubblici online: a che punto siamo?

di Alessia Valentini

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La Pubblica Amministrazione italiana intende modernizzarsi nei servizi che offre al cittadino. Vediamo il nostro Paese in che posiziona si colloca per il livello di innovazione

È da diverso tempo ormai (dal 2000 precisamente) che la Pubblica Amministrazione in Italia ricorre al… lifting! Recependo infatti le direttive della commissione europea espresse nei piani eEurope, la PA Italiana ha iniziato un rinnovamento lento ma progressivo ed efficace per ringiovanire la propria operatività mediante la graduale disponibilità dei servizi online. L’intento va ben oltre la semplice considerazione secondo cui la PA si vuole modernizzare: si tratta di ridurre gli sprechi così da diminuire la spesa pubblica.

Indicazioni UE e CNIPA

A partire dai piani quadriennali eEurope (del 2002 e del 2005), l’Europa aveva indicato la necessità di ricorrere ad Internet, sviluppare le telecomunicazioni e rendere accessibili mediante Web alcuni dei servizi pubblici della PA. Anche il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) ha via via emesso piano triennali conformi alle direttive europee e specifici per la PA italiana, indicando in dettaglio le aree di intervento e il budget previsto dallo stato per gli interventi di “introduzione al digitale” e successivamente di arricchimento dell’offerta di servizi online. L’ultimo piano è quello denominato i2010 – società europea dell’informazione per il 2010, presentato nel giugno 2005 e costituisce il nuovo quadro strategico della Commissione europea per l’informazione e i media.

Il piano rientra nell’ambito della revisione della strategia di Lisbona (“Trattato di riforma del trattato dell’Unione Europea e del trattato istituente la Comunità Europea” firmato il 17 Dicembre 2007 a Lisbona n.d.r.), ed è centrato su una politica integrata per incoraggiare la conoscenza e l’innovazione, per sostenere la crescita, e la creazione di posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità. Tre sono le priorità previste (fonte sito UE):

  1. la realizzazione di uno spazio unico europeo dell’informazione che incoraggi un mercato interno aperto e competitivo per la società dell’informazione e i media;
  2. il rafforzamento dell’innovazione e dell’investimento nella ricerca per quanto concerne le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC);
  3. una società europea dell’informazione fondata sull’inclusione che dia priorità al miglioramento dei servizi pubblici e della qualità della vita.

Il CNIPA in Italia ha quindi iniziato a emettere dal 2005 piani triennali conformi a tale direttiva. L’ultimo va dal 2008 al 2010 e prevede 10 linee di intervento strategiche per lo sviluppo dell’ICT nella Pubblica Amministrazione Centrale (PAC):

  1. lo sviluppo di servizi in rete e dei servizi applicativi per cittadini ed imprese;
  2. l’integrazione in rete dei servizi e delle banche dati delle amministrazioni centrali e locali;
  3. lo sviluppo di servizi applicativi a supporto del miglioramento dell’efficienza dell’azione amministrativa;
  4. il potenziamento degli strumenti a supporto della valutazione della misura dell’azione amministrativa;
  5. la dematerializzazione dei procedimenti e la gestione informatica dei documenti;
  6. il miglioramento dell’efficienza operativa delle infrastrutture tecnologiche ICT;
  7. la sicurezza ICT;
  8. l’adozione di soluzioni tecnologiche innovative;
  9. il riuso del software e l’open source;
  10. la formazione informatica e la formazione in rete (e-learning).

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