La dura vita di Italia.it

di Andrea Spiezia

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Il portale del turismo italiano, nato per essere un punto di riferimento internazionale per il Bel Paese, è stato oggetto di interminabili critiche: è costato troppo, è pieno di errori, deve essere chiuso. Ecco tutta la verità

Nelle intenzioni dell’ex Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca il Portale Nazionale del Turismo Italia.it doveva diventare uno strumento per rilanciare il turismo in Italia e colmare il divario creatosi con gli altri Paesi. Doveva debuttare a fine Ottobre 2006 oltre che in Italiano anche in Inglese, Francese e Tedesco, per essere a pieno regime entro la fine dell’anno con le versioni in Cinese, Russo, Giapponese e Spagnolo, con oltre 80 mila pagine complessive. Peccato che le cose siano andate in modo molto diverso, a partire dai tempi di realizzazione e dai contenuti fino ad arrivare alla chiusura del portale.

Per il sito sono stati stanziati 45 milioni di euro, tra mille polemiche e ritardi è stato presentato ufficialmente a Milano il 22 Febbraio 2006, nell’ambito della Borsa Italiana del Turismo, dal vice presidente del Consiglio con delega al turismo, on. Francesco Rutelli e dal Ministro Nicolais, con quattro mesi di ritardo sulle previsioni. Ma non è solo il ritardo nella realizzazione a destare polemiche. È subito apparso chiaro agli addetti ai lavori che il sito era pieno di errori sia tecnici che di contenuti, e assolutamente inadatto a rappresentare un patrimonio artistico e culturale di un paese come l’Italia.

Alcuni errori macroscopici furono resi noti a suo tempo da Gian Franco Fisanotti presidente di Unionturismo. Ad esempio non esiste una scheda su San Marino: è vero che si tratta di uno Stato indipendente, ma lo è anche il Vaticano che invece ha una bella scheda. Nella pagina “La terra dei presepi” si parla di Marche, Toscana e Puglia, senza fare minimamente riferimento alla Campania e a Napoli che ogni anno nel periodo natalizio attira milioni di visitatori che vengono ad ammirare la secolare arte presepale a San Gregorio Armeno.

Continuando si nota che l’Abruzzo non ha coste, il Monte Rosa è in Lombardia, per il Trentino non si menzionano le Dolomiti e manca il Parco dello Stelvio. Si potrebbe continuare a lungo su questi errori e su quelli presenti nella versione Inglese. E doveroso dire che oggi molti di questi errori sono stati corretti, ma molto resta ancora da fare, ad esempio mancano le versioni in Spagnolo e in Francese.

Le polemiche scaturite hanno portato nei mesi di Ottobre e Novembre del 2007 a due interrogazioni parlamentari a risposta scritta da parte dell’on Ludovico Vico dell’Ulivo, e del senatore Alessio Butti di Alleanza Nazionale. Per dare un quadro completo della situazione ripercorriamo analiticamente tutte le fasi dell’iniziativa.