Pubblica Comunicazione 2.0

di Stefano Fait

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La comunicazione della Pubblica Amministrazione deve tenere conto non solo delle nuove tecnologie del Web 2.0, ma anche di un cittadino più consapevole ed esigente

Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione italiana ha iniziato un tortuoso percorso di alfabetizzazione informatica per rispondere, in maniera adeguata, alle sempre più complesse ed esigenti richieste di interattività da parte del cittadino?utente. Dove siamo arrivati ora?

Il rapporto tra Pubblica Amministrazione e innovazione negli ultimi anni è stato al centro di numerosi dibattiti: da una parte la ferma volontà delle istituzioni di allontanarsi a gambe levate dall’immagine stereotipata di “vecchio e lento carrozzone”; dall’altra il repentino cambiamento dell’utenza (cittadini) e delle loro nuove e più complesse necessità.

Tutto ciò, unito ad altri fattori che analizzeremo in seguito, continua a spingere la PA ad investire ingenti risorse, economiche ed umane, nell’ammodernamento della sua struttura, della sua immagine e del suo rapporto con il cittadino. Ma in questa nuova epoca digitale, comunemente chiamata del Web 2.0, il tentativo non è più sufficiente perché le dinamiche comunicative tra mittente e destinatario sono difficilmente delineabili perché in continua mutazione.

L’evoluzione dei processi comunicativi

Analizziamo in maniera davvero breve il cammino evolutivo dello strumento principe legato ai new media: il sito internet. Da principio, e parliamo di una decina d’anni fa circa, il sito rappresentava la semplice e mera vetrina in cui mettersi in bella mostra, una sorta di biglietto da visita dell’ente.

Il passo successivo è stato comprendere che l’utente aveva fame di notizie ed informazioni per cui era necessario impostare una nuova struttura del sito sfociata con la nascita dei portali intesi come aggregatori di notizie. Ci troviamo ad ogni modo di fronte ad una comunicazione che potremmo definire “di massa” alla stregua di quella veicolata attraverso i media tradizionali come carta, radio e tv.

È però il profilo medio dell’utente, in questa fase, ad evolversi molto velocemente, quasi di pari passo al progresso tecnologico dei new media rispetto alla quasi assoluta passività del radio-telespettatore o del lettore di quotidiani e riviste. Nasce così l’esigenza di coniare un nuovo processo comunicativo legato indissolubilmente ai new media ed alle nuove e sempre più complesse esigenze dell’utente finale che ora come non mai si può trovare “ad entrambe i capi del filo”.

Non parliamo più di futuro bensì di un presente concreto e sempre più tangibile nonostante sia fatto solo di bit. Parliamo, come già accennato in precedenza, del Web 2.0 in cui ognuno può divenire fonte o destinatario del messaggio, dove comunicazione di massa ed interpersonale si fondono andando a creare uno schema relazionale del tutto nuovo e sempre più complesso.

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