Pubblica Comunicazione 2.0

di Stefano Fait

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La comunicazione della Pubblica Amministrazione deve tenere conto non solo delle nuove tecnologie del Web 2.0, ma anche di un cittadino più consapevole ed esigente

E qui entra in gioco l’interlocutore principe di noi cittadini, la Pubblica Amministrazione chiamata a superarsi e reinventarsi per costruire una nuova immagine ma, cosa ancor più complessa, una nuova reputazione. La nascita di questo nuovo cittadino, più formato e quindi più consapevole, è stata la vera molla, a mio avviso, che ha spinto e continua a spingere la PA ad investire nella ricerca di nuove soluzioni nel campo dell’ICT applicate ai servizi erogati.

Diritto del Cittadino, doveri della PA

La Pubblica Amministrazione si è comunque resa conto di questa evoluzione del cittadino?utente ed ha iniziato un processo di alfabetizzazione informatica al fine di conseguire, nel più breve tempo possibile, lo status di “PA digitale” anche con l’introduzione di una normativa specifica individuata nel decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell’amministrazione digitale.

A questo si aggiungono gli obblighi per le amministrazioni di riorganizzare tutti gli sportelli unici (imprese e cittadini) per gestire i procedimenti in maniera informatica o di cooperare tra loro per lo scambio on-line dei dati relativi alle pratiche degli utenti in qualsiasi parte della nazione essi si trovino.

Una vera e propria “rivoluzione digitale”, proprio come promesso nel 2003 dall’allora Ministro Stanca che individuò nell’innovazione tecnologica la strada della rinascita del Paese attraverso 5 macro-obiettivi individuati in: pc ed internet in ogni casa, carta d’identità elettronica, l’innovazione nella Scuola e nella Sanità italiana, lo sviluppo dell’ICT nelle imprese e la promozione del federalismo digitale.

È datata 4 gennaio 2005 la Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri ? Dipartimento innovazione e tecnologie recante “Le linee guida in materia di digitalizzazione dell’amministrazione” in cui vengono messi in evidenza sì i risultati raggiunti ma dove, con eloquente onestà, si ammettono al tempo stesso le carenze ed i settori in cui aumentare l’impegno.

Il problema non si riscontra, com’è facile immaginare, nell’introduzione delle nuove tecnologie bensì nella loro integrazione al quotidiano lavoro dell’ente. Il processo d’informatizzazione richiede infatti un notevole sforzo organizzativo per la raccolta e la gestione delle informazioni ma non solo.

L’interattività, così fortemente voluta dal nuovo cittadino, porta alla generazione di nuovi flussi comunicativi in cui la PA si trova a gestire, oltre alle informazioni in uscita, una mole di dati in entrata. In poche parole l’amministrazione non è più solo fonte ma, contemporaneamente, destinatario del flusso informativo. E questo genera forti aspettative nel cittadino e conseguenti responsabilità maggiori per la Pubblica Amministrazione.

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