Pubblica Comunicazione 2.0

di Stefano Fait

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La comunicazione della Pubblica Amministrazione deve tenere conto non solo delle nuove tecnologie del Web 2.0, ma anche di un cittadino più consapevole ed esigente

Alcuni esempi per far crescere la PA

Nella valutazione dei siti delle PA bisogna tener conto, oltre della Legge Stanca (n. 04/2004), del nuovo cittadino più consapevole e alla ricerca di servizi personalizzati, che rispondano alla sue esigenze specifiche. È importante quindi creare ed organizzare dei servizi strettamente destinati alle diverse categorie di utenti (cittadino, azienda, professionista, associazione, ecc…).

Tra i siti meglio organizzati secondo questa filosofia troviamo quello della Regione Umbria, già vincitore del Premio Web Italia nel 2005 nella categoria Pubblica Amministrazione. Nella home page, oltre ad una serie di utilissimi comandi per migliorare la visione delle pagine web, troviamo una sezione “I Canali di accesso” che indirizzano in maniera inequivocabile l’utente verso la sezione desiderata. In pochi clic il visitatore ha realmente la possibilità di trovare una risposta ai suoi dubbi.

Altro esempio molto significativo è quello della Provincia di Ferrara, in cui si vuole subito identificare il visitatore con un menu “IO SONO” dove è possibile identificarsi come Cittadino, Impresa o Turista, delineando quindi diversi servizi e sezioni. Tra i servizi innovativi proposti mi sento di segnalare il sistema di cartografia del territorio a cui è possibile accedere previa registrazione per ottenere informazioni utilissime soprattutto ai professionisti del settore.

Nel dialogo la via del successo

Il principale ostacolo alla completa digitalizzazione della PA è da ricercarsi nella disomogeneità tra le attività di informatizzazione, intese sia come investimenti economici sia operativi, tra le singole amministrazioni. Mentre il Cittadino è sempre più consapevole dei suoi diritti e sempre più “globale” grazie alla Rete ed alle nuove tecnologie, la Pubblica Amministrazione non è riuscita a crescere di pari passo su tutto il territorio nazionale.

Ecco quindi che ci troviamo di fronte ad una vera e proprio disparità nei servizi e nell’opportunità offerte ai cittadini da parte delle diverse amministrazioni locali. Solo condividendo le esperienze e, ancora meglio, le best practice attuate negli ultimi anni nella nostra penisola (e non solo) si potrà procedere in maniera omogenea alla tanto sospirata digitalizzazione della PA senza ritardi e, soprattutto, senza i soliti sprechi di denaro pubblico.

Sarebbe sicuramente opportuno valutare e rivedere le diverse manifestazioni organizzate sul territorio, il Compa di Bologna su tutte, come momenti per il confronto e per la condivisione di esperienze da riproporre, con le opportune personalizzazioni, in tutte le diverse amministrazioni locali.

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