Contratto PA funzioni centrali: aumento in busta paga

di Redazione PMI.it

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Rinnovo CCNL Funzioni Centrali: nel nuovo contratto aumenti in busta paga, tre anni di arretrati, nuovi inquadramenti e differenziali stipendiali.

Raggiunto l’accordo sugli aumenti contrattuali per la Pubblica Amministrazione centrale: l’intesa sul nuovo contratto per il triennio 2019-21 (CCNL Funzioni Centrali) è stata siglata da ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil.

Dopo il parere positivo del Ministero dell’Economia e della Corte dei Conti, l’intesa sarà portata in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.

PA: rinnovo contratti

Tra le principali novità del contratto ci sono i punti chiave del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale siglato lo scorso 10 marzo. Previsti con il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali:

  • riforma ordinamenti professionali e carriere (finanziata dalla Legge di Bilancio);
  • creazione quarta area funzionari per “elevate professionalità”;
  • prima area ribattezzata degli “operatori”, seconda degli “assistenti” e terza dei “funzionari”;
  • progressioni interne assegnate in base a merito, anzianità, titoli di studio e formazione;
  • diritto ai “differenziali stipendiali”;
  • potenziamento formazione e sviluppo competenze digitali;
  • regolazione lavoro agile, per uno smart working con precisi diritti e doveri.

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Aumenti in busta paga

Nel momento in cui sarà completato l’iter, gli aumenti scatteranno nei cedolini paga, presumibilmente quelli di febbraio o marzo 2022. Nello specifico, le novità riguardano i dipendenti della PA centrale, ossia di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici (come l’INPS).

Il rinnovo prevede un aumento dei minimi tabellari per tutti i dipendenti del comparto, con aumenti che vanno da un minimo di 63 euro lordi mensili (prima Area fascia F1 / area A livello 1) fino ad un massimo di 117 euro (per la fascia degli assistenti amministrativi, ex area B3), per un aumento massimo netto di 90 euro mensili. Per Enac, Ansfisa, Ansv gli aumenti massimi arriveranno a 151,80 euro lordi mensili, per l’Agid a 194,46 euro. Vanno poi aggiunti tutti gli arretrati maturati dal 2019. Gli aumenti medi sono pari al 3,78% con punte del 4,15%.

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Pubblico Impiego: riforma PNRR

Il contratto delle Funzioni Centrali è il primo dei quattro rinnovi per Statali previsto dalla tabella di marcia definita dal Ministero. Si tratta di un primo step in un lungo percorso di rinnovi contrattuali previsti anche dal PNRR, che prevede, entro il primo semestre del 2022, la riforma del lavoro pubblico. Lo ha ricordato anche il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta.

La firma odierna fa da apripista per gli altri comparti, a partire da sanità ed enti locali.

Il prossimo passo sarà il rinnovo dei contratti in ambito sanitario e per le funzioni locali.