La storia e la nascita dei CST

di Stefano Pierini

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I Centri Servizi Territoriali sono delle strutture di aggregazione volte a risolvere i problemi dei piccoli comuni e delle realtà medio piccole

Da questo punto di vista si possono citare due esperienze di successo che hanno visto coinvolti in qualità di enti pilota 5-6 comuni. La prima esperienza riguarda la “virtualizzazione” dei server comunali presso i due nodi tecnici su cui si articola il CSTPU. In questo caso si è proceduto alla sostituzione del “server fisico” installato presso il Comune con un “server virtuale” collocato nella “server farm” del CST. Con questa scelta il CST ha voluto mettere a disposizione le proprie infrastrutture tecnologiche e le proprie competenze al fine di togliere la complessità di gestione dei server fisici ai comuni coinvolti elevando nel contempo la qualità e la sicurezza dei servizi forniti. Questa attività si è potuta realizzare anche grazie alla presenza di una rete telematica di tipo “privato” che collega tutti gli enti del CST.

La seconda esperienza di successo riguarda il riutilizzo di soluzioni messe a punto dal comune di Pesaro, ente aderente al CSTPU, da parte di altri comuni del CSTPU. In questo caso non solo si è realizzato un travaso di soluzioni e di esperienze fra enti dello stesso CSTPU, che è uno degli obiettivi che é alla base della costituzione del CST, ma il riutilizzo delle esperienze del Comune di Pesaro da parte di altri comuni del CST ha permesso di valorizzare le attività svolte nell’ambito di due progetti nazionali ELICAT e FISCAT orientati alla gestione catastale ed alla fiscalità locale, in cui Provincia e Comune di Pesaro sono parte attiva.

 

L’ICT è la società in evoluzione e quindi il CST-PU come parteciperà a questa dinamica differenziazione di servizi, strumenti e opportunità? La domanda la poniamo all’ing. Adriano Gattoni, dirigente provinciale del Sistema Informativo e Statistico. I due casi di successo citati sono indicativi delle strategie che questo CST perseguirà anche nel prossimo futuro, da un lato si punterà sempre di più a togliere la complessità della gestione delle tecnologie ICT ai singoli comuni trasferendola al CST, dall’altro si favorirà sempre di più la circolarità e la condivisione delle esperienze sia a livello locale che a livello nazionale. Il tutto all’interno di una scenario in cui le applicazioni saranno erogate in modo quasi esclusivo tramite una rete telematica sempre più capillare e performante ed i servizi dei comuni dovranno essere gestiti sempre di più in forma associate. In questo caso le professionalità ed i servizi ICT che il CSTPU è in grado di fornire potranno operare sia come elemento catalizzatore per lo sviluppo di questo modello di gestione territoriale, sia come struttura in grado di ridurre il “digital divide culturale? che ancora caratterizza il rapporto fra un piccolo ed un grande ente nei confronti dell’evoluzione della società dell’informazione.

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