Trento e Mozambico: firmato un accordo per la diffusione dell’ICT

di Marina Mancini

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Firmato un accordo per promuovere la formazione e la conoscenza delle nuove tecnologie dell'informatica e delle telecomunicazioni in Monzambico

Lo sviluppo e l’innovazione del Monzambico nel campo dell’ICT è l’obiettivo che sta dietro alla firma dell’accordo che è stato siglato, lo scorso 30 maggio, presso il Rettorato dell’Università di Trento tra il Ministero della scienza e della tecnologia del Mozambico e l’Università di Trento.

All’evento era presente il primo Ministro del paese africano, Luisa Dias Diogo (nella foto).

Il progetto prevede un programma di scambio e varie iniziative nelle quali
verranno coinvolti studenti africani; le azioni verteranno tutte sulla
promozione e diffusione di nuove tecnologie dell’informatica e delle
telecomunicazioni in Monzambico, paese in crescita che intende investire sulla
formazione dei giovani e sulla ricerca e l’innovazione.

L’accordo permetterà di portare avanti la ricerca nel settore dell’ICT e sostenere l’imprenditorialità africana nei campi della Sanità, nello specifico nell’automazione ospedaliera e ancora nella cartografia digitale per la gestione ed il monitoraggio del territorio.

Il vice ministro mozambicano della Pianificazione e Sviluppo, Victor
Bernardo
, e il rettore dell’Università di Trento, Davide Bassi, hanno sottoscritto l’accordo che consolida le relazioni che la regione Trentino ha già avviato con il Paese africano.

Il primo step sarà la formazione di 12 tra i migliori laureati monzambichiani che si recheranno a Trento per seguire un corso di formazione presso l’ateneo del capoluogo; tra questi 5 giovani potranno conseguire la laurea specialistica in Computer science, 5 studieranno per conseguire la specialistica in Electronics and Telecommunication Engineering e 2 per ricevere il diploma del master di primo livello in Tecnologie dell’E-Government.

L’accordo, che mira a creare professionalità che possano lavorare in
Monzambico sull’ICT e continuare a collaborare con l’Italia, avrà una
durata di tre anni e rinnovabile per altri tre. Un comitato di cooperazione
misto si occuperà di implementare il memorandum per arrivare alla definizione di un accordo più strutturato e duraturo.