Statali a corto di soft skills

di Teresa Barone

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Ai dipendenti pubblici manca una formazione adeguata relativa alle competenze manageriali e organizzative: i dati emersi durante il Forum PA 2018.

La formazione rappresenta un terreno ancora poco battuto nel pubblico impiego, tanto che nell’ultimo anno solo il 61,3% dei dipendenti della Pubblica Amministrazione ha avuto accesso a percorsi di formazione. Tra questi, inoltre, a prevalere è sempre la tematica normativo-giuridica a discapito delle competenze trasversali. Secondo l’indagine condotta da FPA sulle competenze nel lavoro pubblico presentata a FORUM PA 2018, infatti, la formazione nel settore pubblico dovrebbe necessariamente favorire l’acquisizione di competenze organizzative, manageriali e tecnologiche indispensabili per gestire i cambiamenti dettati dalle innovazioni offerte dal digitale.

L’indagine sulle competenze dei lavoratori pubblici rivela che siamo sulla strada sbagliata per cambiare la PA – commenta Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FPA.

Con una formazione scarsa, per lo più su materie o specialistiche o giuridiche, il settore pubblico può al massimo fare un po’ meno errori nei compiti che già svolge e migliorare l’efficienza di procedure spesso inutili o assurdamente complicate.

La formazione, invece, dovrebbe trasferire ai lavoratori le competenze in grado di accelerare l’evoluzione della PA per consentirle di aprirsi ai cittadini, alle imprese, al contesto internazionale.

Solo il 4% del campione di lavoratori coinvolti nel sondaggio (1350 in totale) afferma di aver frequentato corsi di formazione inerenti le lingue straniere, le tematiche manageriali (5,3%), la comunicazione (8,4%), l’organizzazione (9,4%).

Sono gli stessi dipendenti pubblici a sostenere, tuttavia, di non aver bisogno di acquisire sokt skills in aggiunta alle abilità di cui sono già in possesso: un’affermazione motivata dalla mancanza di opportunità di aggiornamento per quanto riguarda le mansioni svolte, basti pensare che quasi il 50% degli intervistati fa lo stesso lavoro da più di un decennio.

Non siamo di fronte a personale iper-qualificato, ma a lavori semplici, svolti per anni, senza alcun meccanismo di job rotation, in cui le uniche variazioni su cui c’è da aggiornarsi riguardano norme, procedure e aspetti tecnici – sottolinea Gianni Dominici, Direttore generale di FPA.

Se la PA resta ripiegata sui suoi stessi processi, piuttosto che formare i propri dipendenti ai nuovi compiti che le spettano, andiamo nel futuro con una PA del passato.