Come approcciare l’innovazione

di Chiara Basciano

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Imparare a guardare in più direzioni per introdurre l’innovazione in maniera naturale.

Una delle sfide manageriali più difficili è sapersi guardare indietro e, nel contempo riuscire a guardare avanti. Questo equilibrio comporta la capacità di esplorare nuove opportunità anche mentre si sta lavorando per sfruttare le capacità esistenti.

Un atteggiamento capace di avere un doppio sguardo può essere definito ambidestro. Le aziende capaci di adottarlo hanno tutte strategie simili che possono fare da spunto.

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La chiave di tutto è l’innovazione, sia in piccolo che in grande. Innovazione vuol dire rivedere un prodotto, allargare il proprio bacino di utenti, introdurre miglioramenti tecnologici.  Ogni azienda può trovare la sua strategia, capace di incidere sul business senza per forza stravolgerlo.

Uno studio condotto da Wendy Smith, Robert Wood e George Westerman analizza le aziende che introducono sia innovazioni di piccolo calibro che di grandi dimensioni. In particolare, sono tre le innovazioni su cui puntano:

  • incrementali, con piccoli miglioramenti di prodotti già esistenti;
  • tecnologici e strutturali;
  • radicali, capaci di incidere sul settore di appartenenza.

Il 90% delle aziende con approccio ambidestro riescono a portare avanti tutti e tre i tipi di innovazione, raggiungendo gli obiettivi prefissati. L’approccio ambidestro non solo permette una visione più larga e a lungo termine, ma non destabilizza la struttura aziendale, non chiede stravolgimenti strutturali, ma aggiunge valore grazie ad un’analisi del presente.

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