Fatturazione elettronica: come cambia la gestione dello studio

di Redazione PMI.it

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La nuova gestione degli studi commerciali ed il ruolo del professionista in vista del cambiamento che porterà la Fatturazione Elettronica: le riflessioni degli esperti*.

Tutte le Partite IVA sanno bene che tra poche settimane il loro mondo sarà rivoluzionato dalla Fatturazione Elettronica. I più timorosi e meno avvezzi al cambiamento guardano a questo passaggio con timore, considerando il nuovo adempimento come un aggravio di costi; i più ottimisti come a una grande opportunità. Il vero punto chiave di questa rivoluzione è la disintermediazione della consulenza fiscale, ovvero il cambio di passo nel rapporto tra impresa e commercialista.

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Disintermediare vuol dire eliminare i processi di mezzo, l’attività propria degli intermediari. Pensiamo alla consulenza finanziaria: l’avvento delle tecnologie digitali ha permesso di “scavalcare” la banca come operatore che produce gli ordini di investimento: il cliente diviene operatore sul mercato, risparmiando tempo e denaro.

Pensiamo ora alla consulenza fiscale: il commercialista è il classico intermediario tra impresa e Agenzia delle Entrate. Il suo compito, soprattutto per le micro e piccole realtà, è quello di “sistemare” la documentazione dell’impresa per gli adempimenti fiscali. Un’attività a basso valore aggiunto priva di quella vera consulenza da cui l’impresa stessa potrebbe trarre beneficio, sia per la struttura societaria sia il carico fiscale. Ecco allora che la fatturazione elettronica diventa un’opportunità per rivoluzionare il rapporto tra impresa e consulente fiscale: l’obiettivo dovrà essere quello di abbandonare l’attività di classico intermediario per diventare Consulenti con la “C” maiuscola.

Sposare il cambiamento

Esiste già una proposta di emendamento per attivare le dichiarazioni IVA precompilate dal 2021/2022: si fa presto a immaginare che diverrà il naturale sbocco di un percorso di dematerializzazione ormai avviato. I consulenti stessi sanno che la professione sta cambiando e che la concorrenza delle big firms, dell’online e dei “free-lance” (che si ricorda possono, secondo la Cassazione, fare consulenza fiscale) cresce sempre di più. O ci si evolve o o si muore.

Per le imprese, d’altra parte, la fatturazione elettronica potrà voler dire, a regime, minor tempo dietro le “scartoffie” e minori costi consulenziali: a quel punto, l’impresa non pagherà solo un “intermediario” ma un consulente che avrà come core business ottimizzare e far crescere l’azienda.

Insomma, come qualsiasi innovazione tecnologica, la fatturazione elettronica sarà disruptive e, come tale, farà vittime: se ci porremo davanti al cambiamento in modo passivo saremo soppiantati; se lo cavalcheremo, aprendo nuovi scenari, scoveremo nuove opportunità.

Di fatto, il professionista o l’azienda che non cavalca il cambiamento è destinato, il più delle volte, a fallire.

Nessun film in streaming potrà avere la risoluzione di un dvd (Cit. Blockbuster)

Netflix oggi ha un giro di affari da 8.83 miliardi di dollari e una capitalizzazione azionaria di 61.6 miliardi secondo Forbes, mentre Blockbuster non esiste più. Reed Hastings, co-fondatore di Netflix, incontrò John Antioco, CEO di Blockbuster, per cedergli la società. Prezzo di vendita: 50 milioni di dollari.

Nessuna tastiera virtuale potrà mai soppiantare quella fisica (Cit. Blackberry)

Thorsten Heins, AD di RIM affermava nel 2009 all’apice della diffusione di BlackBerry (telefono di OBAMA). Un analisi di Gartner sulle vendite globali degli smartphone certifica che RIM è passata da una quota di mercato del 2009 pari al 20% a 0% passando da 83 miliardi di dollari di fatturato del 2008 al fallimento

Interpretare il cambiamento

Come evidenziato in un recente studio svolto dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti, il 90% degli iscritti all’Albo svolge attività contabile e fiscale di base, il più delle volte data entry, ovvero riportare la fattura cartacea in contabilità. Per la prima volta lo studio e le aziende avranno invece la possibilità di gestire le fatture in tempo reale. Ciò vorrà dire: situazioni contabili sempre aggiornate, meno errori, più tempo per fare impresa e così via.

Lo studio professionale, tuttavia, dovrà adottare un modello organizzativo flessibile per permettere questi cambiamenti. Saranno infatti due le aree di affari da far crescere nello studio, la fatturazione elettronica e la consulenza.

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Molti hanno già intuito l’opportunità di crescita ampliando i propri organigrammi, predisponendo una risorsa addetta esclusivamente alla fatturazione elettronica (se questo lavoro non lo fa il commercialista, qualcun altro lo farà per l’azienda e vi porterà via il cliente). Questo consentirà di concentrarsi sulla consulenza globale aziendale, anche se pochi hanno in organico una risorsa dedicata, visto che fino ad oggi è stata considerata spesso e volentieri un “consiglio”.

Iniziano a delinearsi, in maniera concreta i vantaggi da cogliere da questo cambiamento, o meglio, da questa innovazione. Anche i piccoli studi, si spera, potranno specializzarsi per rispondere al meglio alla domanda in evoluzione: tutto questo avrà all’inizio un costo non indifferente per il professionista e l’impresa, ma entro pochi mesi si dovrebbe già cominciare a quantificare il ROI dei nuovi investimenti, tanto per lo studio quanto per l’azienda.

Lo scenario operativo

Quella del 2019 rappresenta l’ultima fase di una filiera che si articola in diversi passaggi fondamentali:

  • luglio 2018 – fattura elettronica obbligatoria per le cessioni di benzina o gasolio per motori e prestazioni rese da subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici;
  • settembre 2018 – fattura elettronica obbligatoria nei confronti di soggetti extra-UE per fatture emesse in ambito tax free shopping (ai sensi dell’art.4-bis del Decreto Legge 22 ottobre 2016, n. 193);
  • gennaio 2019 – fattura elettronica obbligatoria per tutte le operazioni tra privati, persone fisiche e giuridiche.

Dall’invio alla ricezione, passando per la registrazione telematica, si tratta di un adempimento che cambierà l’organizzazione di imprese e studi. Nello specifico, la nuova disciplina impone non solo la generazione di fatture elettroniche attraverso appositi sistemi informatici, ma che si provveda anche alla conservazione sostitutiva a norma della contabilità. Sarà dunque necessario dotarsi di adeguati sistemi di archiviazione e classificazione delle fatture, per garantire maggiori controlli e neutralizzare il rischio di errore.

È necessario porre scrupolosa attenzione agli obblighi giuridici, atteso che ogni tipo di sviluppo digitale deve conciliarsi con la tutela della privacy, del diritto alla conservazione dei dati sensibili e dell’identità personale, parte integrante della stessa. La fatturazione elettronica è dunque inserita all’interno di un sistema giuridico di valori con il quale è chiamata a interfacciarsi. Solo in questo modo gli obiettivi di semplificazione della contabilità, snellimento di attività imprenditoriali, rapidità dei rapporti commerciali e riduzione dei costi nel lungo periodo potranno essere raggiunti senza sacrificare i valori cardine dell’ordinamento.

Non bisogna dunque mostrare un atteggiamento di repulsione nei confronti del cambiamento, ritenendolo fonte di problemi e aggravi; è necessario invertire l’angolo visuale, approcciarsi a questa nuova fase del progresso digitale cogliendone le opportunità. Il cambiamento è alle porte e, con il rispetto di una fisiologica tempistica di adattamento, sarà certamente vantaggioso se canalizzato e adoperato nel modo corretto.

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*Articolo a firma del Dott. Andrea Scarpino, socio dello “Studio Associato Commercialistico Prof. Franco Scarpino”, del Dott. Gabriele Galletta, CEO di ” Investimento Custodito” e dell’Avv. Giulio Saffioti.