Licenziare un amico: consigli

di Teresa Barone

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Come comunicare il licenziamento a un dipendente che si considera amico evitando imbarazzo e disagio.

Nulla di personale, solo affari. Una frase che un manager potrebbe proferire non poche volte nel corso della sua carriera, ma anche un insieme di parole difficili da pronunciare nel momento in cui si è costretti a licenziare un dipendente che si considera un amico.

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Qual è il modo migliore per comunicare il licenziamento? Come giustificare una decisione di tale portata? Per prima cosa, prima di licenziare qualcuno, è sempre bene assicurarsi di aver fatto tutto il possibile per evitare la chiusura del contratto soprattutto se la decisione è dovuta a una qualche “mancanza” da parte del dipendente spesso: richiami, avvertimenti, feedback negativi con indicazioni precise per migliorare.

Meglio evitare di comunicare il licenziamento al di fuori del contesto lavorativo, optando invece per un incontro organizzato durante il normale orario di lavoro per illustrare, anche attraverso documenti cartacei, le motivazioni che hanno causato l’allontanamento dall’azienda, documentando anche tutti gli eventuali richiami effettuati.

La preparazione è quindi fondamentale, così come è necessario mostrarsi professionali e allo stesso tempo disponibili invitando il dipendente-amico a sfruttare il tempo di preavviso per trovare un nuovo impiego, fornendo consigli e suggerimenti utili.

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Potrebbe essere molto utile, inoltre, “chiamare rinforzi” per evitare di sentirsi a disagio e condurre il colloquio in presenza di un altro manager, in modo da limitare l’imbarazzo ed evitare spiacevoli reazioni da parte di chi sta per abbandonare il suo posto di lavoro.