CSR on line: in Italia poco e male

di Chiara Basciano

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Corporate social responsibility: una comunicazione piena di lacune

Nonostante sia ormai obbligatorio rendere pubbliche le proprie politiche e le iniziative legate alla sostenibilità per le società oltre i 550 dipendenti sono davvero poche le aziende a seguire la normativa.

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Lo studio effettuato da Lundquist dimostra inoltre come spesso la comunicazione sia fatta in maniera approssimativa. Nel dettaglio è stato analizzato il modo in cui operano cento società, comprese venti non quotate in borsa. Ne risulta un panorama variegato ma asfittico, infatti il 38% non pubblica alcun risultato, compresi nomi di grosse società e ben 32 aziende sono state eliminate dalla valutazione finale non presentando online “informazioni di base come dati sulle performance, obiettivi, codice etico e politiche sulle risorse umane, politiche di fornitura, indicazioni sulle linee guida seguite dall’azienda (tipo Global Compact) e contatti”.

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Lo studio inoltre dimostra come la comunicazione online si limiti il più delle volte ad una mera pubblicazione del bilancio, senza studiare metodi alternativi per favorire una comunicazione più completa. Inoltre è stata pubblicata la top ten delle società che meglio di altre si preoccupano di curare la comunicazione on line.

Al primo posto Telecom che conquista 65,5 punti su 100, al secondo il Gruppo Hera con 62,75, al terzo Snam con 61 punti. Seguono Eni (59,5), Enel (50,25) e al settimo posto , pari merito, con 48 punti CNH Industrial e Edison. Nono e decimo posto a Intesa Sanpaolo (47,25) e Terna con 46,5 punti.

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