Team building: ad ognuno il suo

di Chiara Basciano

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Programmare gli appuntamenti di team building in maniera consapevole.

Le attività di team building offrono sempre un’occasione di svago per i dipendenti. Ma anche se l’esperienza è stata piacevole e  ha portato ad una condivisione tra colleghi non è detto che abbia un effetto duraturo sul posto di lavoro.

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Il manager invece dovrebbe costruire un’attività di team building in maniera ragionata, puntando a rafforzare quelli che sono i punti deboli del team. Può esservi bisogno di più creatività o un miglioramento delle capacità di problem solving, ma l’importante è che si abbia un piano o l’attività sarà forse divertente ma di certo poco utile.

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Inoltre è fondamentale non aizzare la competizione tra colleghi, altrimenti si otterranno gli effetti contrari. Questo è facile che accada in attività sportive, che, inoltre, possono causare molta frustrazione tra i meno dotati dal punto di vista fisico. Per questo scegliere le attività vuol dire anche guardare alle reali capacità del team. Un altro errore comune è quello di proporre attività di team building sporadicamente. Così facendo non riusciranno ad incidere davvero sul lavoro. Bisognerebbe invece programmarle con cadenza mensile. Questo non significa costringere i dipendenti a passare i weekend insieme, bisognerebbe infatti puntare ad inserire il programma all’interno dell’orario lavorativo.

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Se per alcuni manager questo può voler dire rubare tempo al lavoro in realtà i benefici saranno così importanti da diventare uno strumento utile e necessario per raggiungere una maggiore produttività.