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Professione content creator: regole, obblighi e soluzioni per gestire l’attività senza pensieri

di Redazione PMI.it

19 Novembre 2025 10:00

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Gestire l’attività di content creator comporta il rispetto di precise regole e di obblighi di natura fiscale, previdenziale e non solo: tutto quello che c’è da sapere e come semplificarsi la vita affidandosi a un software di fatturazione completo e intuitivo.

Tra le professioni emergenti più ambite, la figura del content creator svolge un ruolo rilevante nel panorama lavorativo legato al mondo digitale. Solo recentemente, tuttavia, sono state introdotte regole specifiche in ambito fiscale e previdenziale, al fine di disciplinare l’attività e fornire indicazioni precise anche in materia di comunicazione trasparente.

Chi si approccia al mondo dei content creator e degli influencer per la prima volta può avere difficoltà nell’orientarsi tra le varie norme da rispettare e gli adempimenti previsti, anche perché si tratta di una normativa nuova e in costante evoluzione.

Una delle novità più recenti, ad esempio, riguarda l’istituzione da parte dell’AGCOM (con delibera n. 197/2025) di un vero e proprio Albo degli influencer con iscrizione obbligatoria da parte dei soggetti che vantano almeno 500mila follower oppure un milione di visualizzazioni medie mensili su almeno una piattaforma social.

Inoltre, non è da dimenticare l’obbligo di aprire Partita IVA in caso di attività abituale e continuativa.

Chi sono content creator e influencer?

Per trovare una definizione esaustiva di queste nuove figure è possibile affidarsi alla circolare INPS n. 44 datata 19 febbraio 2025, che spiega come il termine content creator rappresenti una macrocategoria riferita ai soggetti che creano varie tipologie di contenuti (testi, immagini, registrazioni video, audio o contenuti prodotti in diretta) per aziende e brand, resi disponibili attraverso piattaforme digitali.

L’influencer, nello specifico, è particolarmente idoneo a orientare opinioni e gusti del pubblico di riferimento svolgendo quindi attività di promozione di beni o servizi, ma tra i content creator rientrano anche numerose professionalità contraddistinte dal mezzo di diffusione utilizzato o dal tipo di contenuto realizzato, come youtuber, streamer, podcaster, instagrammer, tiktoker, blogger e vlogger.

A partire dal 1° gennaio 2025, inoltre, è stato istituito il nuovo codice ATECO 73.11.03 che fa riferimento proprio all’attività di influencer marketing e di content creator.

Partita IVA e inquadramento fiscale

L’inquadramento fiscale dei content creator rientra generalmente nell’ambito del lavoro autonomo. Se l’attività non è sporadica e occasionale ma abituale e continuativa, inoltre, è necessario aprire la Partita IVA optando per il regime fiscale più in linea con le singole esigenze.

Il regime forfettario, ad esempio, è accessibile se i ricavi non superano la soglia degli 85mila euro annui e permette di versare un’imposta sostitutiva. Con il regime fiscale ordinario, tuttavia, è possibile portare in deduzione una vasta gamma di spese legate all’attività svolta:

  • attrezzature e strumenti necessari per l’attività (fotocamere, software, microfoni solo per fare qualche esempio);
  • attività pubblicitaria per la promozione dei contenuti;
  • consulenza fiscale e legale;
  • corsi di formazione e aggiornamento;
  • viaggi e trasferte.

Il regime previdenziale dei content creator

È sempre la circolare INPS n. 44 a fare chiarezza sul regime previdenziale che coinvolge i content creator, chiamati quindi a regolarizzare la propria posizione contributiva. Le prestazioni, come anticipato sopra, sono solitamente classificabili come reddito prodotto da lavoro autonomo, tuttavia, può capitare un’agenzia di comunicazione assuma direttamente queste figure come collaboratori o lavoratori dipendenti.

La gestione previdenziale, quindi, varia in base alle modalità di svolgimento dell’attività, al modello organizzativo adottato e alle modalità di percezione dei corrispettivi. L’INPS, infatti, individua più casi possibili:

  • se l’attività del content creator viene esercitata in forma imprenditoriale, caratterizzata da un’organizzazione stabile e dall’impiego di mezzi di produzione prevalenti rispetto all’attività personale, è necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (CCIAA) e alla Gestione speciale autonoma degli esercenti attività commerciali;
  • se non è presente una struttura imprenditoriale e non ci sono vincoli di subordinazione o parasubordinazione, invece, prevale l’apporto personale e intellettuale e l’iscrizione è dovuta alla Gestione Separata INPS (rientrano in questa casistica le attività esercitate in modo abituale oppure occasionale che generano un reddito superiore a 5mila euro annui);
  • l’attività del content creator, infine, può anche presentare peculiarità artistiche, culturali o di intrattenimento che richiedono l’iscrizione al Fondo Pensioni per i Lavoratori dello Spettacolo.

Obblighi di trasparenza e di comunicazione commerciale

L’attività dei creatori di contenuti digitali è soggetta al rispetto di precise regole in materia di trasparenza, soprattutto per quanto riguarda la riconoscibilità dei contenuti pubblicitari.

Secondo le linee guida AGCOM, che recepiscono quanto previsto dal regolamento Digital Chart dello IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria), la promozione di prodotti o servizi deve essere sempre chiaramente riconoscibile attraverso l’utilizzo di diciture esplicite, come “Pubblicità”, “Sponsorizzato”, “Advertising”, “#Ad”, o altro.

Le aziende che affidano la promozione di prodotti o servizi ai content creator sono tenute a verificare che il contenuto sponsorizzato rispetti queste regole, evitando così di andare incontro alle sanzioni previste.

Risale all’11 novembre 2025, inoltre, l’annuncio del nuovo Accordo Quadro tra AGCOM e IAP volto a garantire maggiori tutele per i consumatori, soprattutto nell’ambito delle nuove forme di pubblicità digitale.  Il testo, in particolare, punta a rendere riconoscibili le comunicazioni commerciali diffuse dagli influencer.

Gestire l’attività di content creator con Fatture in Cloud

Per i content creator, come per tutti i professionisti, gestire tutti gli aspetti amministrativi in modo efficace affidandosi a soluzioni digitali complete e intuitive permette di dedicare tempo ed energie solo alla propria attività.

Un valido aiuto è dato dal software di fatturazione Fatture in Cloud, che semplifica tutto ciò che concerne la fatturazione e la gestione dei pagamenti, accedendo al programma dovunque e in qualsiasi momento da PC, smartphone e tablet, monitorando l’andamento e le performance in modo rapido e puntuale grazie a report semplici e intuitivi.

Chi opta per il regime forfettario, inoltre, può sfruttare le funzionalità di Fatture in Cloud pensate appositamente per questa categoria di contribuenti: ad esempio, il controllo del fatturato netto, con notifiche in caso di avvicinamento o superamento del limite degli 85mila euro, e la compilazione automatica della fattura con alcuni campi propri del forfettario (regime fiscale, aliquota IVA e indicazione dell’imposta di bollo).

Fatture in Cloud, inoltre, è disponibile anche via App per Android, iOS e AppGallery.

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