Obama ha un sogno “verde”. Gli Usa puntano sulle rinnovabili

di Lelio Simi

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Dopo aver stanziato 467 milioni di dollari per lo sviluppo di solare ed eolico il presidente americano ha presentato alla Camera il "Climate change bill"

«Il paese più sostenibile al mondo» è l’ambizioso piano di Barack Obama per gli Stati Uniti, una risposta non solo ai pericoli dei cambiamenti climatici ma soprattutto ai rischi della crisi economica e alla conseguente perdita di posti di lavoro che attanaglia gli Usa.

Puntare nei settori “verdi” vuol dire aumentare l’occupazione, grazie alla creazione di nuovi di posti di lavoro nei settori delle energie alternative. Le priorità, nelle strategie di governo del leader americano, si confermano quindi la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili attraverso e, di pari passo, lo sviluppo di fonti di energia alternative e la drastica riduzione delle emissioni.

Insomma Obama ha le idee chiare e traccia la rotta per il futuro dell’economia Usa: «Abbiamo la possibilità di scegliere. Possiamo rimanere il principale importatore mondiale di petrolio, o possiamo diventare il principale esportatore di energia pulita – ha dichiarato il presidente americano – possiamo essere noi a consegnare i lavori del futuro ai nostri competitors, oppure possiamo confrontarci con quello che loro hanno già riconosciuto come la più grande opportunità del nostro tempo: la nazione che guida il mondo nella creazione di nuove fonti di energia pulita sarà anche la nazione che guiderà l’economia globale del 21° secolo. Io voglio che questa nazione sia l’America».

Già nei mesi scorsi nei 787 miliardi di dollari stanziati nel pacchetto di stimoli, “American Reinvestment and Recovery Act”, ben 43 miliardi sono stati riservati a energia e tecnologie pulite (dei quali 467 milioni di dollari destinati all’energia solare e all’energia geotermica ed altri 117,6 milioni invece allo sviluppo dell’energia solare).

In particolare di questi fondi, ben 350 milioni di dollari sono stati riservati all’energia geotermica attraverso progetti dimostrativi (140 milioni di dollari), sistemi geotermici avanzati  (80 milioni di dollari), tecniche di esplorazione innovative (100 milioni di dollari), sviluppo di un sistema di raccolta dati e informazioni sul potenziale geotermico statunitense (30 milioni di dollari).

I 117,6 milioni destinati allo sviluppo dell’energia sono suddivisi in: 51,5 milioni di dollari allo sviluppo delle tecnologie fotovoltaiche, 40,5 milioni per superare gli ostacoli “non tecnologici” (superamento delle barriere di mercato, mancanza di tecnici specializzati) e 25,6 milioni al Csp (Concentrating Solar Power) ovvero il solare termodinamico.

Ma il sogno “verde” del presidente americano non convince tutti, a dire il vero, ad esempio l’autorevole Wall Street Journal secondo il quale la sfida lanciata da Obama avrebbe obiettivi troppo costosi, nel breve medio periodo.
Intanto però il presidente americano ha recentemente incassato un fondamentale successo: anche se per una manciata di voti, la Camera dei rappresentanti ha approvato (con 219 voti a favore, 212 contrari) il “Climate change bill” la legge che limita in maniera drastica i gas inquinanti e impone una riduzione delle emissioni dell’83% entro il 2050. In autunno si dovrà pronunciare il Senato americano e, secondo alcuni commentatori, il risultato favorevole non è ancora scontato. Il sogno “verde” di Obama si trasformerà in realtà o è destinato a rimanere solo un miraggio?

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