Ocse: Pil italiano a -4,8% e rischio scudo fiscale

di Emanuele Menietti

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Nonostante i primi segnali di ripresa, l'ultimo Outlook dell'Ocse dipinge ancora un quadro in chiaroscuro per l'Italia e per l'economia globale. Il Pil tornerà lentamente in territorio positivo, ma preoccupano disoccupazione e debito pubblico

Nel 2009 il prodotto interno lordo italiano si attesterà intorno ai -4,8 punti percentuali per tornare poi in territorio positivo nel corso del 2010 grazie alla prevista ripresa dell’economia. Sono stime in chiaroscuro quelle fornite dall’Ocse nel proprio rapporto semestrale sull’andamento del sistema economico. Oltre a un lento recupero del Pil, l’importante istituzione prevede per l’Italia una crescita considerevole del debito e non pochi rischi legati all’alto tasso di disoccupazione.

Superato il difficile anno in corso, con il Pil destinato a raggiungere quota -4,8%, il nostro paese vivrà tra il 2010 e il 2011 una ripresa della domanda con sensibili benefici sul fronte della produzione. Salvo imprevisti, nel corso del prossimo anno il prodotto interno lordo sarà pari all’1,1% per raggiungere gli 1,5 punti percentuali entro la fine del 2011. «La dura recessione è iniziata presto in Italia rispetto agli altri paesi, ma l’attività si è ripresa già nel corso del terzo trimestre. Le migliori condizioni finanziarie hanno contribuito a ricostruire la fiducia e a rilanciare la domanda interna. Un ulteriore sostegno alle esportazioni sarà reso possibile dalla ripresa del commercio su scala mondiale» si legge nell’Economic Outlook sull’Italia da poco rilasciato dall’Ocse [pdf].

Nonostante il previsto recupero dell’economia, nel corso dei prossimi anni il nostro paese sarà chiamato a confrontarsi con un debito pubblico sempre più consistente e difficile da tenere a bada. Secondo l’istituzione, nel 2011 il debito potrebbe raggiungere il 120% del Pil, rendendo necessaria l’adozione di nuove politiche di risanamento dei conti pubblici e di contenimento della spesa. Per l’anno in corso, l’Ocse prevede un debito intorno al 115% con un aumento pari a 10 punti percentuali. Il deficit dovrebbe attestarsi a quota 5,4% nel 2010 a fronte dei 5,5 punti percentuali previsti per l’anno in corso e del 5,1% calcolato per il 2011.

Per la domanda interna, l’istituzione economica prevede un calo pari al 3,6% per il 2009 e una intorno all’1% nel corso del prossimo anno. Una cifra che non si discosta molto dalla previsione per il 2011, al momento calcolata a quota 1,5 punti percentuali. L’inflazione dovrebbe attestarsi quest’anno allo 0,7% per raggiungere nel 2010 quota 0,9% e portarsi nel 2011 intorno allo 0,8%.

Dall’Ocse è poi giunto un monito sullo scudo fiscale e sui rischi legati a tale provvedimento: «Lo scudo fiscale dovrà essere visto dai contribuenti come una misura straordinaria, nell’ambito dell’impegno generale alla trasparenza sugli scambi di informazioni sulle tasse recentemente concordato a livello internazionale, altrimenti i contribuenti potrebbero arrivare alla conclusione che siano probabili altri condoni fiscali». Una preoccupazione condivisa anche dal direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, che all’indomani dell’approvazione del provvedimento aveva dichiarato: «Lo scudo fiscale può avere effetti negativi sugli incentivi dei contribuenti a pagare le imposte in futuro».

Estendendo lo sguardo su una scala maggiormente globale, l’Ocse rileva una timida ripresa, che non avrà però le forze per fermare l’aumento della disoccupazione nel corso del 2010. Il picco nel tasso di disoccupazione sarà registrato nel corso del primo semestre negli Stati Uniti, mentre nell’area Euro la disoccupazione difficilmente inizierà a diminuire prima del 2011.

Gli USA termineranno il 2009 con una riduzione del Pil intorno ai 2,5 punti percentuali, per tornare a crescere nel corso del 2010 con un incoraggiante +2,5% per il prodotto interno lordo; una cifra destinata ad aumentare fino al 2,8% nell’anno successivo. La disocuppazione passerà dal 9,2% del 2009 al 9,9% dell’anno prossimo, per tornare poi a scendere nel corso del 2011 (9,1%).

Infine, nell’area Euro il Pil si attesterà intorno al -4% entro la fine dell’anno in corso per tornare timidamente in territorio positivo nel corso del 2010 con uno stimato 0,9%. Secondo gli analisti dell’Ocse, nel 2011 la ripresa sarà più consistente e consentirà di raggiungere quota 1,7%. La disoccupazione raggiungerà 9,4 punti percentuali entro fine anno per aumentare ancora fino al 10,8% nel corso del biennio successivo. Una condizione che potrebbe influire molto negativamente sulla fiducia dei consumatori, restringendo ulteriormente i margini per l’atteso rilancio del ciclo economico.

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