Il debito di Dubai World non sarà garantito dal governo dell’emirato

di Emanuele Menietti

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Il governo del famoso emirato non intende garantire i debiti di Dubai World. La crisi della società fa tremare i mercati mondiali, ma secondo il responsabile delle finanze del Paese vi sarebbero ampi margini per sanare le criticità

Le notizie provenienti in questi giorni da Dubai fanno tremare i mercati finanziari, già messi a dura prova dalla crisi economica, e potrebbero portare a nuove serie ricadute per i mercati occidentali. Il governo del celebre emirato, noto per le proprie ricchezze, ha da poco confermato l’intenzione di non garantire i debiti di Dubai World, la compagnia di investimenti che possiede e ha in gestione le partecipazioni governative su scala nazionale e internazionale e che la scorsa settimana ha confermato di essere indebitata per circa 59 miliardi di dollari.

Stando alle prime dichiarazioni fornite dal governo dell’emirato i «creditori subiranno a breve termine le conseguenze della ristrutturazione del debito della conglomerata». A sostenerlo è Abdulrahman al-Saleh, direttore generale del Ministero delle finanze di Dubai, che nel corso di una intervista concessa al network televisivo Dubai ha affermato: «I creditori dovranno assumersi la loro parte di responsabilità per la loro decisione di prestare soldi alle compagnie. Essi pensano che Dubai World faccia parte del governo, il che non è corretto. Il governo è il proprietario della compagnia, ma fin dalla sua fondazione è stato stabilito che la compagnia non è garantita del governo».

Una chiara indicazione tesa a fare chiarezza sui ruoli distinti del governo dell’emirato e della compagnia Dubai World. Le affermazioni di al-Saleh sono inoltre tese a inviare un messaggio ai mercati, ancora in fibrillazione per le incertezze suscitate dal momento di difficoltà di Dubai World, che nel corso degli ultimi giorni della scorsa settimana aveva ventilato l’ipotesi di chiedere una moratoria pari a sei mesi ai creditori, condizione che avrebbe consentito di evitare il default della medesima società.

«Dubai World fa accordi con tutti su questa base e i suoi prestiti si basano sui suoi progetti e non sulle garanzie del governo» ha poi aggiunto il responsabile delle finanze del paese arabo, sottolineando ancora una volta il grado di autonomia della società dalle decisioni prese in sede governativa. Per Abdulrahman al-Saleh, tali condizioni non giustificherebbero l’eccessiva reazione dei mercati segnati da profonde perdite nel corso degli ultimi giorni, con picchi negativi considerevoli nelle Borse di Dubai e di Abu Dhabi. «La ristrutturazione del debito è una decisione che è nell’interesse di tutte le parti nel lungo termine, ma potrebbe infastidire i creditori nel breve termine» ha dichiarato il direttore generale.

Infine, secondo al-Saleh al momento le banche dell’emirato non dovrebbero aver bisogno di liquidità extra per affrontare le criticità emerse in seguito al profondo stato di indebitamento di Dubai World. La Banca centrale degli Emirati Arabi Uniti ha comunque offerto la propria disponibilità per immettere nel sistema nuova liquidità per sostenere gli istituti di credito in difficoltà.

Le incertezze sull’effettiva entità dei problemi finanziari dell’emirato e sulle possibili ripercussioni su scala globale condizionano sensibilmente i mercati azionari. Nonostante la buona prestazione della Borsa giapponese, che ha fatto registrare una chiusura a quota 2,91%, le Borse europee hanno rapidamente raggiunto il territorio negativo perdendo circa un punto percentuale ciascuna.

A metà seduta Londra ha fatto registrare un calo intorno allo 0,88%, mentre la Borsa di Francoforte si è attestata a quota -1,07% a breve distanza dal calo pari all’1,05% di Parigi. Anche Piazza Affari a metà seduta si muove in territorio negativo con il FTSE MIB in calo di 1,07 punti percentuali (21.917 punti) e l’All Share a quota -1,04%.

Analisti ed esperti guardano ora con attenzione oltreoceano, dove Wall Street riprenderà pienamente le contrattazioni dopo la mezza seduta di venerdì scorso e la pausa di giovedì dovute alle festività per il giorno del ringraziamento. Dalla reazione della Borsa americana nel corso dei prossimi giorni alle criticità di Dubai potrebbe dipendere l’andamento di numerosi altri mercati.

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