Confcommercio: a Natale consumi intorno ai 1.270 Euro per famiglia

di Emanuele Menietti

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Secondo Confcommercio le famiglie italiane spenderanno circa 31 miliardi di Euro per le festività natalizie. Il dato fa segnare una lieve crescita pari allo 0,6% rispetto al 2008

I consumi e le spese per il periodo natalizio raggiungeranno una quota complessiva pari a 31 miliardi di Euro. La stima è della Confcommercio che ha da poco presentato i risultati mensili dell’Indicatore dei Consumi e le previsioni per il prossimo Natale. Secondo gli analisti della Confederazione, le famiglie italiane spenderanno lo 0,6% in più rispetto a quanto speso nel medesimo periodo nel corso del 2008.

Lo scorso anno furono spesi complessivamente circa 30,8 miliardi di Euro per il Natale, una cifra non molto distante dai 31 miliardi previsti per le festività di quest’anno. Ogni famiglia italiana spenderà mediamente 1.270 Euro per regali, alimenti, viaggi e festeggiamenti con parenti e amici; 15 Euro in più rispetto al Natale dello scorso anno senza considerare l’inflazione. Per Confcommercio, al lieve aumento della spesa si affiancherà anche una crescita del risparmio.

«Le famiglie risparmieranno il 2,9% in più della propria tredicesima pari a 3,7 miliardi di Euro, contro i 3,6 miliardi del 2008. La tredicesima destinata ai consumi sarà pari a 26,7 miliardi di Euro e registrerà una crescita dell’1% rispetto alla quota di tredicesima del 2008. A calare saranno i consumi aggiuntivi di lavoratori autonomi e da altri redditi che a Natale registreranno una flessione della spesa dell’1,7% pari a 4,3 miliardi di Euro» si legge nel rapporto da poco diffuso dalla Confederazione Generale Italiana delle Imprese, delle Attività Professionali e del Lavoro Autonomo.

Si stima che 12,2 miliardi di Euro saranno destinati ai negozi, una cifra che dovrebbe portare a una crescita molto lieve rispetto al 2008 e prevista intorno allo 0,1%. Le altre tipologie di spesa, tra le quali spiccano alberghi, viaggi e auto, dovrebbero invece crescere di un punto percentuale, portandosi a quota 18,8 miliardi di Euro. I consumatori prediligeranno dunque alcune specifiche categorie merceologiche, focalizzandosi principalmente sull’abbigliamento, i libri, gli alimentari, il vino e gli articoli sportivi.

«Le famiglie sono perfettamente consapevoli che non possono ancora festeggiare l’uscita dalla malattia e dalla recessione» ha commentato Mariano Bella, responsabile dell’Ufficio Studi di Confcommercio, nel corso della presentazione dei dati sui consumi previsti per il periodo natalizio. La rilevazione da poco effettuata ha anche messo in evidenza come circa la metà degli italiani sia «orientata a fare gli stessi acquisti dello scorso anno, mentre un terzo rinuncerà parzialmente come già aveva fatto nel 2008». Una condizione che conferma la cautela dei consumatori, in attesa di tempi migliori e di maggiori risorse per tornare a spendere.

Le previsioni sulle festività natalizie seguono sostanzialmente il trend messo in evidenza dalla rilevazione sui consumi effettuate nel corso del mese di ottobre. L’aumento è stato pari allo 0,4% su base annua e ha fatto segnare il quinto risultato positivo consecutivo del 2009. In termini congiunturali, su base mensile, il quadro volge invece al negativo con un arrettramento pari a 0,2 punti percentuali.

«La situazione generale pur continuando ad essere caratterizzata da molti elementi di incertezza, legati soprattutto all’evoluzione dell’occupazione, segnala la presenza sempre più diffusa di elementi positivi. L’attenuarsi della fase riflessiva ed i primi segnali di un lento avvio di una fase di graduale uscita dalla recessione trovano riscontro anche nel clima di fiducia delle famiglie e delle imprese rilevato dall’Isae» si legge nel rapporto da poco stilato da Confcommercio.

Nonostante i primi segnali di miglioramento, dovuti all’avvio di una tenue ripresa, il periodo delle festività natalizie sarà ancora condizionato dalla difficile congiuntura economica. Secondo gli analisti, per registrare una sensibile crescita dei consumi occorrerà attendere il 2010, mentre per gli ultimi scampoli dell’anno in corso ci si dovrà accontentare di una spesa complessiva non molto distante dalle cifre registrate nel 2008.

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