Axa chiude il 2009 con utili oltre le aspettative e pensa all’Italia

di Emanuele Menietti

scritto il

Nel corso del 2009, Axa ha sostanzialmente quadruplicato il proprio utile netto rispetto all'anno precedente. La società ha beneficiato della lieve ripresa dell'economia e guarda ora alle sfide per il 2010

Giro d’affari in lieve riduzione, ma notevole incremento dell’utile netto per Axa. La compagnia di assicurazioni ha concluso il 2009 con un utile netto pari a circa 3,61 miliardi di Euro a fronte dei 900 milioni di Euro circa fatti registrare nel corso del 2008. Un risultato importante e superiore alle aspettative degli analisti che avevano ipotizzato un utile intorno ai 2,97 miliardi di Euro. La ristrutturazione di alcuni asset negli Stati Uniti e il lieve recupero dell’economia globale provata dalla crisi hanno reso possibile la buona prestazione di Axa, che ha comunque realizzato un giro di affari in lieve calo su base annua.

Stando alle prime informazioni fornite dalla società [pdf], nel 2009 i ricavi complessivi sono stati pari a 90,1 miliardi di Euro, pari al 3% in meno rispetto al 2008. Anche il risultato operativo ha subito una sensibile diminuzione portandosi intorno ai 3,9 miliardi di Euro con una differenza in negativo del 6% rispetto all’anno precedente. Nel comparto Vita e Risparmi, la società ha raccolto un volume di affari intorno agli 8,6 miliardi di Euro, mentre le nuove aree di business hanno portato a 1,1 miliardi di Euro di introiti con una crescita su base annua del 5%. L’area Vita e Risparmi ha inoltre fatto registrare un trend positivo in alcuni paesi del vecchio continente come Italia, Francia e Germania, mentre negli Stati Uniti e nel Regno Unito il volume di affari si è ridimensionato.

«In quella che si è dimostrata come la peggior crisi finanziaria degli ultimi tempi, Axa ha dimostrato la propria capacità di ottenere risultati rimanendo concentrata sui propri core business: assicurazioni e asset management» ha dichiarato Henri de Castries, presidente Axa, ricordando che: «i risultati del 2009 confermano la forza del nostro modello di business, dimostrata dal ritorno ai livelli di solvibilità pre-crisi e alla forte ripresa del nostro utile netto. Sulla base di queste performance, il Management Board di Axa proporrà agli azionisti un incremento del 38% dei dividendi». La compagnia di assicurazioni offrià dunque ai propri azionisti un dividendo pari a 0,55 Euro per azione, una cifra sensibilmente in rialzo rispetto agli 0,40 Euro per azione messi in campo nel corso del 2008.

Durante il proprio intervento, Henri de Castries ha inoltre confermato l’intenzione di procedere a una sensibile ottimizzazione dei margini per la società nel corso del 2010. La crescita per il gruppo sarà principalmente assicurata dall’avvio di nuovi investimenti e di nuove sinergie nei mercati emergenti, condizione che dovrebbe consentire ad Axa di espandere il proprio bacino di clienti e di guadagnare nuove fette di mercato.

Le iniziative prospettate dal numero uno del colosso delle assicurazioni potrebbero interessare anche l’Italia. Da tempo circolano alcune voci in merito a un possibile interessamento di Axa per Fondiaria Sai, rumor insistenti non ancora confermati dai responsabili del gruppo. Henri de Castries si è mantenuto molto sul vago anche in merito a una possibile entrata di Axa in Generali, definendo buoni e leali i rapporti tra le due società e invitando a non dar sempre retta alle voci sollevate dai giornali.

Il 2010 potrebbe riservare alcune importanti novità per Axa anche su altri fronti. AMP, una delle principali società attive nel ramo delle assicurazioni sanitarie in Australia, ha confermato il proprio interesse per Axa Asia Pacific ventilando l’ipotesi di un rialzo dell’offerta finora formulata per l’acquisizione degli asset in gioco. La possibilità di un rilancio giunge in seguito alla decisione di NAB, National Australian Bank, di formulare una propria offerta per Axa Asia Pacific. Lo scontro potrebbe giovare ad Axa alla ricerca delle soluzione migliore e più conveniente per il proprio business.

I Video di PMI

Guida ISEE: compilazione DSU