Negli ultimi decenni la comunicazione d’impresa è stata protagonista di un’evoluzione profonda, che ha trasformato radicalmente la figura dell’imprenditore. Dal silenzio degli uffici anni ’60 alla presenza attiva sui social nel 2025, l’identità del CEO si è fatta pubblica, narrativa, quasi mediatica.
A sostenerlo non è solo il racconto dei casi più noti, ma anche numeri e ricerche che testimoniano un cambiamento sistemico nella percezione dell’imprenditore contemporaneo.
Il peso della narrazione del founder: i dati di McKinsey
Un’indagine condotta da McKinsey evidenzia come l’81% dei consumatori under 35 si senta più legato a un’azienda se conosce la storia del suo founder. Questo dato mostra chiaramente che la narrazione personale è diventata un fattore determinante nella costruzione della fiducia tra brand e pubblico. In un contesto in cui il capitale reputazionale è sempre più fragile, raccontarsi diventa una strategia, non solo di marketing, ma anche di leadership.
Nella serie CEO Insights, McKinsey sottolinea come il CEO storytelling sia oggi fondamentale per costruire energia, entusiasmo e inclusione nella propria azienda.
Podcast e video: i canali più efficaci
I canali privilegiati da chi oggi guida un’impresa sono quelli capaci di garantire autenticità e profondità: podcast e video long-form. Secondo una ricerca NielsenIQ per Audible, presentata nell’ambito dell’evento PodTrends (settembre 2024), nel 2023 in Italia si contavano oltre 17 milioni di ascoltatori di podcast, un dato in costante crescita. YouTube, invece, ha visto raddoppiare il tempo medio di visualizzazione dei video che raccontano “dietro le quinte” e storie personali rispetto ai contenuti più istituzionali o didattici (Digital News Report 2024). Il pubblico cerca storie vere, non comunicati stampa.
Dalla comunicazione al contenuto culturale
L’esposizione del CEO non è più vista come narcisismo, ma come parte integrante della cultura d’impresa. Parlare di sé significa raccontare l’azienda da dentro, condividere valori, errori, successi e visione. Si abbandona il linguaggio tecnico, si evitano le mediazioni: il fondatore diventa narratore del proprio percorso. Questo ribalta completamente il modello novecentesco, dove il carisma era tenuto sotto controllo e il silenzio considerato un tratto di autorevolezza.
Verso una nuova leadership comunicativa
La nuova figura dell’imprenditore si fonda su tre pilastri: autenticità, responsabilità e coerenza. Le storie raccontate devono essere vere, il tono personale, il messaggio costante. L’obiettivo non è più solo attrarre investitori o clienti, ma creare comunità, formare cultura e generare impatto.
In conclusione, la comunicazione nel 2025 non è più un’attività accessoria ma parte integrante del fare impresa. E chi guida un’azienda deve saperla governare con la stessa consapevolezza con cui legge un bilancio.
Chapeau Media: una lente sul cambiamento
A raccontare questa rivoluzione è anche Chapeau Media, realtà editoriale indipendente che ogni settimana documenta le storie di imprenditori italiani attraverso contenuti video distribuiti online. Più che un progetto editoriale, è una testimonianza diretta del cambiamento in corso: i protagonisti sono founder che scelgono di raccontarsi per ispirare altri, non per promuoversi. Gli episodi si concentrano su esperienze autentiche: incertezze, intuizioni, errori, ossessioni e svolte inattese che mostrano l’imprenditoria per ciò che è realmente, senza mitizzazioni.