Pubblicità sui social media, quanto investire e come suddividere il budget

di Laura Caracciolo

2 Dicembre 2025 11:05

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Quanto investire in pubblicità sui social media per PMI e professionisti e come suddividere il budget per ottenere risultati concreti.

Che la pubblicità sui social media rappresenti ormai un aspetto fondamentale per il successo di aziende e professionisti è fuori discussione. Tuttavia, ciò che non sempre è chiaro riguarda il budget: quanto occorre investire in pubblicità sui social? Questa domanda se la pongono spesso piccoli brand e attività professionali che mirano a usare i social per ottenere nuove opportunità lavorative e un maggior numero di clienti. È vero che ormai non è più possibile destinare budget molto ridotti all’advertising sui social, data l’enorme concorrenza. Ma è altrettanto vero che questo tipo di pubblicità resta comunque molto conveniente e accessibile.

Cerchiamo quindi di quantificare in modo adeguato l’investimento necessario per ottenere risultati concreti.

Quanto investire ogni mese in pubblicità sui social media

Fino a qualche tempo fa, era possibile stanziare un budget contenuto per la pubblicità sui social media. Purtroppo, oggi non è più così: la concorrenza è aumentata e la portata organica dei post si è ridotta drasticamente. Questo significa che non possiamo più contare sulla visibilità dei post gratuiti, ma bisogna puntare tutto su quelli sponsorizzati.

In ogni caso, il marketing sui social media resta ancora oggi una delle forme di pubblicità più accessibili anche per piccole realtà.

Il budget da investire, ovviamente, dipende dal tipo di attività e dal suo raggio d’azione. In media, comunque, per le PMI e i professionisti che operano principalmente a livello locale, è possibile stanziare dai 150 ai 300 euro mensili in pubblicità social per ottenere risultati.

Per le PMI, per aumentare la notorietà del brand, possono essere sufficienti dai 3 ai 5 euro al giorno. Ma, in caso di obiettivi più articolati, come la vendita diretta, tuttavia, è bene stanziare dai 15 ai 30 euro al giorno.

È per questo motivo che, nel caso di pubblicità destinata ad eCommerce, è necessario stanziare un budget superiore, che potrebbe variare dai 2.000 ai 5.000 euro al mese. Un discorso analogo vale per aziende di grandi dimensioni.

Individuare gli obiettivi

Va ricordato, comunque, che le cifre appena considerate sono puramente indicative. Non esiste, infatti, un budget predefinito, ma tutto dipenderà dal settore e dagli obiettivi dell’impresa. Se il settore è altamente competitivo, innanzitutto, sarà necessario stanziare una spesa maggiore.

Inoltre, ogni impresa o attività professionale potrebbe avere obiettivi differenti rispetto alle altre.

In generale, gli obiettivi principali sui quali si intende investire in pubblicità social riguardano l’awareness, la generazione di lead e le conversioni.

Gli obiettivi si possono cioè suddividere in:

  • awareness, ossia le campagne che servono a farsi conoscere da persone che non hanno mai sentito parlare del brand o del professionista. Sono adatte per chi è all’inizio, per il lancio di un nuovo prodotto, o per chi opera in un mercato molto competitivo
  • consideration, che include traffico, interazioni, visualizzazioni. Questo tipo di campagne serve a coinvolgere le persone
  • conversioni, le campagne più costose, che mirano a risultati concreti, quali la generazione di lead o una vendita.

Il budget pubblicitario andrà suddiviso tenendo conto delle priorità dell’azienda. Tuttavia, di solito si tende a destinare parte dell’investimento a tutti e tre gli obiettivi, suddividendo il budget a disposizione in campagne diverse.

Come suddividere adeguatamente il budget pubblicitario

Una volta stanziato il budget da investire in pubblicità sui social media e individuati gli obiettivi delle campagne, dunque, bisognerà suddividere adeguatamente il budget stanziato.

Prendiamo come esempio un piccolo brand che desidera lavorare contemporaneamente sulla notorietà, sulla generazione dei lead, ma anche sulle vendite dirette.

Il 30% dei fondi pubblicitari dovrà essere destinato alle campagne per presentare l’azienda al pubblico: quelle, cioè, atte ad aumentare la brand awareness.

Anche i lead non vanno dimenticati: il 40% del budget va destinato alla loro generazione. Infine, il restante budget, il 30%, può essere sfruttato per adv destinate alle vendite dirette.

Questa divisione del budget rappresenta un’ipotesi realistica ma flessibile: ogni azienda può adattarla in base alle proprie esigenze, tenendo conto del settore in cui opera.

di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera