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Pubblicità online: Triboo certificato dallo IAB Quality Index

di Redazione PMI.it

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Triboo è stato tra i primi ad aderire allo IAB Quality Index che certifica qualità, trasparenza e rispetto delle regole nelle campagne pubblicitarie.

Pubblicati i dati della prima rilevazione basata sullo IAB Quality Index, l’indice creato da IAB Italia per misurare e certificare la qualità dei bacini pubblicitari online. Si tratta del primo “indice di qualità” nel mercato della pubblicità digitale con l’obiettivo di garantire il rispetto delle regole e la trasparenza della rete, anche in relazione alle campagne pubblicitarie.

Per i publisher, lo IAB Quality Index rappresenta un parametro completo per valorizzare la propria offerta, mentre agli investitori offre un criterio di scelta oggettivo dei bacini pubblicitari. Tra i primi pubblisher a mettersi in discussione per migliorare il livello di qualità offerta, aderendo allo IAB Quality Index c’è anche Triboo (Gruppo a cui fa capo anche PMI.it).

Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, commenta così i primi risultati ottenuti dallo IAB Quality Index:

Siamo particolarmente orgogliosi di aver ricevuto l’adesione dei principali publisher italiani, che si sono resi disponibili a essere misurati e certificati secondo i criteri del nostro Quality Index.

IAB Quality Index

Lo IAB Quality Index si basa sulle misurazioni condotte da tre partner tecnici esterni (comScore, Integral Ad Science e Meetrics) che valutano la qualità dei contesti online, insieme a IAB Italia e con il supporto di EY, sulla base di cinque KPI:

  1. Viewability;
  2. Brand Safety;
  3. Invalid Traffic;
  4. Ad Clutter;
  5. rispetto dei cosiddetti LEAN Principles.

Ogni trimestre, questi parametri vengono misurati per un periodo di quattordici giorni consecutivi in relazione ai formati pubblicitari maggiormente utilizzati, video e display, in ambiente desktop e mobile. I valori rilevati vengono riportati su scala 0-100 e in base. Un algoritmo di calcolo determina quindi il valore finale dello IAB Quality Index, secondo una media ponderata. E’ stata individuata una soglia minima, superata la quale il pubblisher può ottenere la certificazione di qualità individuata da due o tre stelle, che hanno il significato rispettivamente di qualità alta qualità molto alta.

Carlo Noseda spiega:

Nonostante i numerosi errori di valutazione commessi, i grandi della rete – che detengono in Italia oltre il 75% degli investimenti pubblicitari online – generalmente non consentono ad enti esterni di misurare direttamente le loro audience, limitandosi a fornire ai vendor di certificazione i loro dati per una misurazione indiretta. Facciamo pertanto appello agli inserzionisti affinché pretendano gli stessi standard di qualità da tutti gli attori del sistema; solo così si può ambire a un circolo virtuoso capace di innescare un processo di miglioramento continuo del nostro settore.

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