Il risparmio energetico in azienda

di Raimondo Fanale

scritto il

A quanto pare, quello del consumo di energia elettrica non è un problema che le aziende o i privati possano affrontare da soli.

Quello che manca, di fatto, sono le indicazioni dei costruttori sui reali consumi delle proprie apparecchiature, nonostante sia in Europa che in America ci siano normative attente in questo senso.

Eppure, la questione ecologica sta diventando sempre più importante: essere “verdi”, oggi come oggi, per una azienda rappresenta un valore aggiunto in tema d’immagine (e quindi di marketing).

Nel corso degli ultimi anni, le aziende costruttrici hanno fornito sempre più dati sul proprio consumo energetico, in risposta alle richieste della clientela, ma sembra che questi non bastino mai. Di recente anche un colosso della distribuzione, Wal Mart, ha chiesto trasparenza sui valori di assorbimento energetico, sia in produzione che durante la costruzione di un prodotto.

Attenzione: Wal Mart non è un ente benefico, anzi. È un’azienda le cui dimensioni sono quantificabili in 351 miliardi di dollari di fatturato e 1,9 milioni di dipendenti. Quindi la sua attenzione ai temi ecologici a cosa è dovuta? Alla doppia strategia di aiutare l’ambiente e tagliare i costi di produzione, stoccaggio e distribuzione. Risparmiare e migliorare la sua immagine: prendere due piccioni con una fava.

Per le aziende comuni, invece. il problema più grande – per quanto a dirlo sembrerebbe banale – è il confronto: ovvero non esistono tabelle di confronto dei valori di assorbimento di energia elettrica tra apparecchiature simili e quindi per il responsabile degli acquisti è spesso difficile consigliare e decidere in base a questi parametri.

Diventa così difficile operare in maniera consapevole dal punto di vista ambientale, e diminuire i costi di produzione a livello di energia elettrica consumata. E però, come abbiamo detto all’inizio, farlo sembra esser diventato fondamentale per la reputazione che un’impresa costruisce presso la sua clientela.

Come fare? Puntare sull’ambiente può diventare davvero una risorsa per il successo del proprio business, o è solo una moda passeggera, una complicazione in più?