Sanatoria lavoratori immigrati, le istruzioni operative?

di Francesca Vinciarelli

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Conto alla rovescia per la sanatoria per aziende che impiegano lavoratori extracomunitari non regolari, mancano però le istruzioni operative, che erano attese entro il 29 agosto: prime indiscrezioni.

Datori di lavoro ancora in attesa del provvedimento contenente le istruzioni operative per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri.

Il tempo stringe, perché questa possibilità – contenuta nel D.Lgs. 109/2012 che recepisce la Direttiva 2009/52/CE volta a rafforzare la cooperazione tra Stati membri e la lotta contro l’immigrazione illegale – viene concessa solo nel periodo che va dal 15 settembre al 15 ottobre tramite dichiarazione di emersione da presentare allo Sportello unico per l’immigrazione.

Ma, mentre requisiti, costi e tempi per accedere alla sanatoria sono ben chiari, non lo sono altrettanto le modalità operative per le quali è atteso un provvedimento specifico da parte di Ministeri, INPS e Agenzia delle Entrate.

Istruzioni che erano attese entro il 29 agosto scorso, ma che ancora non sono arrivate.

Modalità operative: rumors

Le prime indiscrezioni parlano della possibilità di presentare la domanda esclusivamente in modalità telematica attraverso una procedura creata ad hoc sul sito del Ministero dell’Interno e della necessità di presentare un documento d’identità valido del lavoratore e un attestato di presenza ininterrotta dell’immigrato in Italia precedente al 31 dicembre 2011 rilasciato da un organismo pubblico e valutazione a discrezione degli uffici.

Per il pagamento dei 1000 euro di contributo da versare per ciascun lavoratore straniero da regolarizzare dovrà poi essere presentato l’”F24 versamenti con elementi identificativi”. Contributo che ricordiamo non essere deducibile dall’imposta sul reddito.

Si parla poi di nuovi requisiti di reddito imponibile o fatturato del datore di lavoro:

  • non inferiore ai 30 mila euro annui in caso di persona fisica, ente o società (per più lavoratori la valutazione del reddito va alle D.T.L.);
  • 27 mila euro annui per i datori di lavoro domestici (20 mila se il cui nucleo familiare è composto da un solo soggetto percettore di reddito);
  • nessun limite reddituale per i datori non autosufficienti.

Ricordiamo poi che la normativa prevede che il datori di lavoro abbia impiegato alla data del 9 agosto 2012 tali lavoratori stranieri per almeno tre mesi.

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