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Esodati: Decreto per i 65mila scaduto?

di Francesca Vinciarelli

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Nessuna notizia in Gazzetta Ufficiale del Decreto Esodati per salvare i primi 65mila entro il 30 giugno. Ci si chiede se la norma sia scaduta, se la Corte dei Conti ne abbia decretato l'illegittimità e quali sono le implicazioni per la nuova misura nella Spending Review.

Pronto e firmato dal ministro del Welfare Elsa Fornero e dal presidente del Consiglio Mario Monti, il decreto che salva 65 mila lavoratori esodati è ancora in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo esser stato passato al vaglio della Corte dei Conti per il controllo preventivo di legittimità.

Così, mentre si parla di salvaguardare dalla riforma delle pensioni altri 55 mila esodati e si fanno le stime su quanti altri salvagente dovranno essere lanciati, in attesa ci sono anche i lavoratori che il Milleproroghe aveva salvato, prevedendo l’emanazione del decreto interministeriale pro esodati entro il 30 giugno 2012.

Nello specifico, il decreto Milleproroghe prevedeva che le misure per i lavoratori con requisiti maturati dopo il 31 dicembre 2011 (quindi i 65mila selezionati da Fornero) fossero vincolate alle risorse specificate in uno specifico DM entro il 30 giugno 2012.

Eppure ad oggi non c’è ombra del decreto in G.U. e un dubbio inizia ad attanagliare i lavoratori esodati inclusi in quelle misure di salvaguardia: scaduta la data di pubblicazione la norma decade? Ma soprattutto «tutto ciò è legale?».

È la domanda di Lucia Codurelli del Pd, che fa praticamente da portavoce agli esodati. «Dopo la beffa di un’attesa di oltre 6 mesi, ci si trova di fronte ad un una sospensione del diritto. Un chiarimento da parte del Presidente della Repubblica è quanto mai doveroso. Mi metto nei panni di un esodato che dovrebbe fare riferimento per la domanda di pensione ad un decreto che non esiste: ma che Paese siamo?» aggiunge poi Condurelli.

Nessuna notizia ufficiale dal Governo, solo indiscrezioni che parlano di un blocco da parte della Corte dei Conti, ritenendo il decreto non legittimo. La Corte avrebbe chiesto al Ministero del Lavoro di rivedere i criteri di selezione, perché sarebbero fissati in maniera troppo arbitraria lasciando aperta la porta a ricorsi e contenziosi.

Da parte sua, parrebbe che il Ministero del Lavoro se ne sia lavato le mani dichiarando che eventuali modifiche al decreto sono ormai di competenza del Ministero dell’Economia, al quale era stato passato il testo ad inizio giugno e che, a meno di un pronunciamento ufficiale della Corte, «il problema non esiste».

Esiste però eccome per i lavoratori esodati, che stanno attendendo di conoscere la propria sorte ormai da mesi.

E anche nel decreto sulla Spending Review, già pubblicato in Gazzetta, si fa riferimento al «decreto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministero dell’Economia e delle finanze del primo giugno», anche se questo decreto interministeriale ancora non è diventato ufficiale.

Nessuna risposta neanche all’interrogazione parlamentare del capogruppo in commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, il quale dichiara perplesso che «è perlomeno sospetto che alla domanda che ho formulato non venga data alcuna risposta.
Non vorremmo che questo significasse che la Corte dei Conti ha rispedito al mittente il decreto. Del resto noi abbiamo sollevato problemi di legittimità su un testo che è restrittivo rispetto alla stessa legge da cui prende spunto. Ne chiederemo conto al ministro nelle sedi parlamentari».

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