Decreto Fare: come cambia la Giustizia per le aziende

di Barbara Weisz

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Mediazione obbligatoria, concordato preventivo, foro per investitori esteri, smaltimento pendenze: le norme del Decreto Fare sulla Giustizia civile.

Molte le novità sulla Giustizia civile per le imprese nel Decreto Fare del governo Letta (leggi la sintesi): mediazione obbligatoria, cause più veloci se coinvolgono investitori esteri , modifica del concordato in bianco per evitare abusi, rafforzamento dell’organico.

Decreto Fare: scarica il testo in PDF

Mediazione

Strumento controverso, introdotto nell’ordinamento italiano tre anni fa con il Dlgs 28/2010 e poi bocciato dalla Corte Costituzionale per eccesso di delega al governo (leggi qui). Sanato il vizio di forma, la mediazione torna obbligatoria («condizione di procedibilità della domanda giudiziale»).

Il tentativo di conciliazione fra le parti – per risolvere i contenziosi con velocità evitando i tempi lunghi del tribunale – vede una nuova formulazione (confronta con quella precedente):

  • niente obbligo per controversie sui danni da circolazione stradale.
  • sottoscrizione delle parti (gli avvocati) per l’esecutività dell’accordo.
  • tempo massimo 3 mesi (prima erano 4) per depositare la domanda giudiziale.
  • possibilità di mediazione per tutti gli avvocati iscritti al Foro.
  • primo incontro di programmazione per verificare la disponibilità delle parti:diversamente vengono introdotti limiti di spesa (60 euro per liti fino a mille euro, 100 euro fino a 10mila euro, 180 euro fino a 50mila euro, 200 euro per valori superiori).

Fallimento: concordato preventivo

Questo in realtà è un paletto, che riguarda le recenti norme sul concordato preventivo (previste dal decreto sviluppo, Dl 83/2012) che hanno avvicinato le norme italiane sul fallimento a quelle del noto Chapter 11 americano: in pratica, alle aziende in crisi viene evitato il fallimento concedendo una protezione dai creditori per dare loro la possibilità di continuare a lavorare ed evitare la chiusura.

=>Guida per aziende in crisi: risanamento, cessione, fallimento

Il governo spiega che «per impedire condotte abusive di questo strumento (cioè domande dirette soltanto a rinviare il momento del fallimento, quando lo stesso non è evitabile) emerse dai primi rilievi statistici, si dispone che l’impresa non potrà più limitarsi alla semplice domanda iniziale in bianco, ma dovrà depositare, a fini di verifica, l’elenco dei suoi creditori (e quindi anche dei suoi debiti)».

Il Tribunale potrà nominare un commissario giudiziale, per controllare se l’impresa in crisi si stia effettivamente attivando per predisporre il pagamento ai creditori. In presenza di atti in frode ai creditori, il Tribunale potrà chiudere la procedura.

Obiettivo del Governo è migliorare la Giustizia civile, definita «uno dei fattori esogeni di svantaggio competitivo per la società italiana, in particolare per chi produce e lavora». Lo dimostrano i dati:

  • Italia 158esima al mondo per efficienza di recupero crediti a causa dei tempi,
  • durata media dei procedimenti civili per il recupero crediti pari a 1.210 giorni (tre anni), con un  «allarmante» numero di condanne riportate dallo Stato per violazione del termine della ragionevole durata dei processi.

Misure per velocizzare i tempi

Verranno nominati 400 nuovi giudici ausiliari (non togati) per lo smaltimento del contenzioso pendente presso le Corti di Appello: il decreto fissa i criteri di nomina (da parte del ministero della Giustizia). Possono essere giudici ausiliari:

  • magistrati e avvocati, anche se a riposo,
  • professori universitari di materia giuridiche di prima e seconda fascia, anche se a tempo definito o a riposo,
  • ricercatori universitari in materie giuridiche,
  • notai, anche se a riposo.

Sia nell’ottica di un rafforzamento di organico sia in quella di formazione, sono istituiti stage di formazione presso gli uffici giudiziari dei tribunali per giovani laureati in Giurisprudenza meritevoli (valutati in funzione della media degli esami fondamentali e dalla media di laurea).

Istituita la figura di assistente di studio presso la Corte di Cassazione: 30 magistrati ordinari già in ruolo potranno essere assegnati dal CSM alle sezioni civili della Corte di Cassazione, per conseguire un aumento della produttività del settore, contrastando l’attuale tendenza ad un aumento delle pendenze (nel 2012 sono risultati quasi 100mila processi pendenti).

Per le cause di divisione di proprietà, in genere molto lunghe, istituita la delega a un notaio nominato dal giudice delle operazioni di divisione, quando ci sia accordo tra i comproprietari sulla necessità di divisione del bene. Si tratta di procedimenti che possono riuguardare privati e aziende (caso classico, la divisione di quote di una società).

Opposizione a decreto ingiuntivo: il giudice deve fissare la prima udienza entro 30 giorni dalla presentazione dell’opposizione, e in questa prima udienza deve decidere sulla provvisoria esecuzione.

=>Confronta con le novità sulla Giustizia per le imprese del Decreto Sviluppo

Investitori istituzionali

Per rendere più attrativo il mercato italiano per le aziende estere (spesso bloccate proprio dal malfunzionamento della giusitizia civile, con tutte le annesse difficoltà a riscuotere crediti e risovere controversie commerciali o di lavoro) è istituito il Foro per le società con sede all’esterto. In pratica, tuti i procedimenti che coinvolgono imprese con sede all’estero (e senza filiale italiana), devono obbligatoriamente essere trattati in una di queste tre sedi giudiziarie: Milano, Roma e Napoli.

L’impatto stimato delle misure

Per effetto delle misure introdotte ci si attende, nei prossimi cinque anni:

  • aumento di 675mila procedimenti definiti nei tribunali,
  • aumento di 262mila procedimenti definiti in Appello,
  • aumento di 20mila procedimenti in Cassazione.

Significa che nei prossimi cinque anni si concluderanno (in base alle apsettative del Governo) 957mila procedimenti in più. Aggiungendo una previsione di 200mila pendenze in meno, si arriva a un totale di 1,157 milioni di minori pendenze.