Disegni e modelli industriali, al via la delega per la riforma italiana

di Teresa Barone

2 Aprile 2026 10:02

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Pubblicata la legge di delegazione europea 2025: entro 12 mesi il decreto che adegua il Codice della proprietà industriale su nullità, ricorsi e registrazione.

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la nuova legge di delegazione europea che apre il cantiere italiano sui disegni e modelli industriali. Il provvedimento affida al Governo il compito di riscrivere entro dodici mesi una parte del Codice della proprietà industriale, per allinearla alla nuova normativa UE. Per imprese, designer e consulenti è prevista la futura nullità amministrativa davanti all’UIBM, nuovi criteri di esclusione dalla registrazione e una revisione del sistema dei ricorsi destinata a incidere su tempi e strategia di tutela.

Legge di delegazione UE sui disegni e modelli industriali

Il testo fissa i principi e criteri direttivi che il decreto dovrà rispettare quando andrà ad aggiornare il quadro italiano.

La legge di delegazione europea 2025 inserisce ad esempio i disegni e modelli fra i dossier su cui il Governo dovrà intervenire con uno o più decreti legislativi. Il termine fissato dal Parlamento è di dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, quindi il riordino non è immediato ma ha già una traiettoria definita.

Codice della proprietà industriale da riscrivere

Il cuore della delega sta nell’adeguamento del Codice della proprietà industriale alla direttiva UE 2024/2823 e al regolamento UE 2024/2822. Il Governo dovrà coordinare le norme italiane con quelle europee, eliminando espressamente le disposizioni ormai superate e riallineando la disciplina nazionale della protezione dei disegni e modelli.

Il decreto dovrà individuare in modo più netto i casi in cui un disegno o modello debba essere escluso dalla registrazione oppure, se già registrato, debba essere dichiarato nullo. È qui che la delega smette di essere una semplice norma di recepimento e diventa un intervento destinato a incidere sulla tenuta dei titoli già depositati e sulle future strategie di tutela.

Nullità amministrativa anche per disegni e modelli

La novità più rilevante sul piano pratico è l’arrivo di una procedura amministrativa efficiente e rapida per la dichiarazione di nullità di un diritto su un disegno o modello registrato, da svolgere davanti all’Ufficio italiano brevetti e marchi. Oggi, per i disegni, questo tassello manca nel modo in cui invece il sistema già conosce procedure amministrative per altri titoli di proprietà industriale.

La legge entra anche nel dettaglio di alcuni snodi procedurali. La futura domanda di nullità dovrà essere soggetta al pagamento dei diritti di deposito e l’omissione di questo adempimento porterà all’irricevibilità dell’istanza. È un dettaglio tecnico, ma segnala la direzione della riforma: più tutela amministrativa, con regole più stringenti già all’ingresso del procedimento.

Registrazione e rappresentazione nella riforma

Il pacchetto europeo di riforma mira ad aggiornare la protezione dei disegni industriali a un mercato in cui il prodotto non è più soltanto materiale, statico e facilmente descrivibile con le vecchie categorie. La riforma europea amplia infatti la nozione di design e rende più adatte le regole di rappresentazione anche a elementi dinamici, digitali e animati.

Per l’Italia questo significa che il futuro decreto dovrà costruire un raccordo coerente fra il sistema nazionale e una riforma europea che spinge verso una tutela più moderna, più uniforme e meno legata a schemi pensati per un’industria molto diversa da quella attuale.

Ricorsi UIBM e nuova struttura del MIMIT

Il Governo dovrà anche modificare e integrare la disciplina delle procedure davanti alla Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell’UIBM, con l’obiettivo dichiarato di migliorarne efficienza e rapidità complessive. Una tutela che parte bene ma si arena nella fase di impugnazione perde gran parte della sua utilità economica.

Per sostenere le nuove attività, la legge prevede l’adeguamento della struttura del MIMIT e il reclutamento di cinque funzionari a decorrere dal 2027. È inoltre prevista la possibilità di intervenire anche con provvedimenti regolamentari, compreso l’aggiornamento del regolamento attuativo del 2010.

Per le imprese la sfida è immediata

Chi ha portafogli di disegni e modelli registrati, chi sta preparando nuovi depositi o chi si muove in filiere dove il confine tra design, componente e prodotto digitale è più esposto al contenzioso farebbe bene a rivedere fin d’ora titoli, documentazione e priorità di tutela.

Su questo fronte la strategia si muove su due binari. Da un lato c’è il riordino normativo che arriverà con il decreto; dall’altro restano già disponibili strumenti per finanziare la protezione della proprietà industriale, come i voucher EUIPO per la proprietà intellettuale, che possono aiutare le PMI a presidiare marchi, brevetti e anche disegni e modelli mentre il nuovo assetto italiano prende forma.