Credito d’imposta ZES: verso l’integrazione al Bonus in Manovra 2026

di Barbara Weisz

Pubblicato 19 Dicembre 2025
Aggiornato 21 Dicembre 2025 18:57

logo PMI+ logo PMI+
La Manovra 2026 dovrebbe stanziare fondi per integrare il Bonus ZES Unica concesso nel 2025: le imprese del Sud beneficiarie restano ferme a quota 60,3%.

Sì, no, forse: l’emendamento di Governo inserito, poi stralciato e poi riproposto (il tutto nel giro di due giorni) dovrebbe alla fine portare un regalo alle imprese del Sud che hanno ottenuto il credito d’imposta ZES Unica: nella Manovra 2026 dovrebbe alla fine esserci il rifinanziamento aggiuntivo rispetto al bonus ripartito in misura pari al 60,3% di quanto teoricamente spettante vista levata affluenza di richieste pervenute. L’emendamento del Governo alla Legge di Bilancio dovrebbe introdurre un’integrazione del credito concesso, pari al 14,6% dell’ammontare dell’importo richiesto con la Comunicazione sugli investimenti effettuati trasmessa entro il 2 dicembre.

La ripartizione del plafond disponibile per il 2025, lo ricordiamo, ha visto le imprese beneficiarie ottenere il 60,3% di quanto richiesto, mentre nel 2026 – per ogni impresa richiedente – il Governo aveva inizialmente deciso di inserire nella nuova Legge di Bilancio ulteriori risorse per elevare la percentuale di credito d’imposta utilizzabile, per un totale di circa il 75% fra prima erogazione e integrazione. La misura era stata poi stralciata, con l’ipotesi di ritornare in un decreto collegato, ma alla fine dovrebbe essere inserita direttamente in Manovra (i condizionali sono d’obbligo vista le tensioni politiche che hanno quasi messo a rischio la tenuta stessa del Governo).

Dopo un’ennesima notte di dibattito politico in seno alla maggioranza, il maxi-emendamento di Governo è stato riscritto venerdì con lo stralcio una serie di misure (ad esempio su pensioni, TFR e riscatto di laurea) e di coperture per il rifinanziamento di strumenti per le imprese, come la ZES Unica e gli investimenti esauriti nel 2025 per la Transizione 4.0, salvo poi rientrare nelle ore successive.

Il Credito d’imposta ZES, lo ricordiamo, agevola gli investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive nella zona economica speciale unica del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria). Le imprese beneficiarie avevano presentato in primavera una prima comunicazione all’Agenzia delle Entrate per prenotare il bonus sulla base della previsione di spesa, seguita poi dalla comunicazione integrativa di fine anno, per attestare l’avvenuta realizzazione entro il termine del 15 novembre 2025 degli investimenti effettuati e indicare il conseguente credito d’imposta maturato. Il bonus è utilizzabile solo in compensazione, presentando il modello F24.