Iperammortamento 2026 senza maggiorazioni green e con limitazioni nel fotovoltaico

di Redazione PMI.it

19 Dicembre 2025 09:04

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L'agevolazione perde la premialità per il risparmio energetico, cambia i requisiti per i agevolabili e riduce gli impianti fotovoltaici ammissibili.

L’emendamento del Governo alla Manovra 2026 ritocca le future agevolazioni per la transizione delle imprese, allungando la durata dell’incentivo ma eliminando le aliquote maggiorate per investimenti che abilitano un risparmio energetico 5.0. Eliminate poi alcune categorie di impianti fotovoltaici agevolabili e introdotto il vincolo che limita l’incentivo ai  beni prodotti nell’Unione Europea.

Allo stesso tempo, sono riformulati gli emendamenti di maggioranza con il nuovo elenco di beni agevolabili 4.0 contenuti originariamente negli allegati A e B della Manovra 2017, ossia tutti i beni materiali e immateriali che si possono acquistare il modo agevolato.

Per l’applicabilità degli incentivi resta poi confermata la necessità di un decreto attuativo, ragion per cui non si potrà partire il 1° gennaio 2026.

Stralciate invece le nuove risorse (1,3 miliardi) che avrebbero dovuto rifinanziare il credito d’imposta Transizione 4.0 esaurito a fine 2025.

Iper-ammortamento 2026 senza maggiorazioni 5.0

Nella Manovra 2026, l’iper-ammortamento sugli investimenti produttivi delle imprese in ottica 4.0 e 5.0 prevede aliquote differenziate a seconda della tipologia di spesa: per l’acquisto nel 2026 di beni immateriali e materiali (ossia hardware e software digitali e interconnessi) è previsto un ammortamento al 180% fino a 2,5 milioni di euro, al 100% da 2,5 a 10 milioni e al 50% da 10 a 50 milioni, in modo inversamente proporzionale all’intensità dell’investimento, con un meccanismo premiante per le PMI.

Queste aliquote restano immutate mentre invece, con il maxi-emendamento di Governo, sono state eliminate quelle maggiorate al 220%, al 150% e al 90% a fronte di progetti che producono anche un risparmio energetico. In pratica, il fatto che il progetto di digitalizzazione abiliti o meno una riduzione dei consumi diventa irrilevante ai fini dell’incentivo, perché si applica sempre la stessa aliquota.

Va invece incontro alle imprese l’allungamento delle tempistiche, per cui l’iperammortamento si può utilizzare fino al 30 settembre 2028 e non più solo nel 2026.

Incentivo limitato per alcuni impianti fotovoltaici

Resta incentivato l’acquisto di impianti fotovoltaici senza che siano trainati da un progetto più ampio di digitalizzazione ma solo se i moduli sono ricompresi nelle lettere b) e c) dell’articolo 12 del decreto 181/2023. Vengono quindi esclusi quelli della lettera a) dello stesso provvedimento, ovvero quelli con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%, che prima erano ammessi.

Infine, viene introdotto il nuovo vincolo in base al quale tutti i beni incentivati con l’iperammortamento devono essere prodotti nell’Unione Europea.

Aggiornamento elenchi di beni agevolabili

L’atteso aggiornamento degli allegati A e B alla Legge 232/2016 con tutti i beni agevolabili non è contenuto nell’emendamento del Governo ma nella riformulazione di un emendamento di maggioranza, che introduce molte nuove tecnologie compresa l’Intelligenza Artificiale, in considerazione dell’evoluzione tecnologica che ha interessato l’IT per il Business nell’ultimo decennio. Si tratta per lo più di beni che nella pratica erano già agevolati ma che ora vengono indicati con maggior precisione nella legge. Potrebbero inoltre esserci anche nuovi software prima non ammessi, nonché l’estensione dell’incentivo a quelli anche non acquistati nell’ambito di un progetto di digitalizzazione dei macchinari.