Artigiani: avvio attività senza più adempimenti

di Teresa Barone

4 Marzo 2024 07:50

In vigore il decreto di semplificazioni che ha tagliato adempimenti e oneri amministrativi delle imprese artigiane: 45 attività senza più obblighi.

Attività Artigiane senza burocrazia grazie alle nuove semplificazioni volte a limitare gli oneri amministrativi a carico delle imprese e in particolare ad agevolare la procedura di avvio dell’attività.

Sono infatti in vigore dal 2 marzo 2024 le novità del Decreto PNRR-ter (Allegato 2 all’Articolo 12, comma 12, lettera c), approvato in CdM lo scorso 26 febbraio, nell’ambito del pacchetto di misure che interviene su 45 attività artigiane (corrispondenti a 85 Codici Ateco).

Burocrazia zero gli Artigiani

Al decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222, è inserito il nuovo Art. 4-bis (Semplificazione di regimi amministrativi in materia di impresa artigiana)

L’avvio, la variazione, la sospensione, il subingresso e la cessazione delle attivita’ di impresa artigiana di cui alle allegate tabelle B.I e B.II, che formano parte integrante del presente decreto, non sono soggette a titoli abilitativi, segnalazione o comunicazione. Restano fermi i regimi amministrativi previsti dalla normativa di settore per l’esercizio delle attivita’, nonche’ gli adempimenti previsti dalla legge 8 agosto 1985, n. 443, e quelli previsti dalla normativa dell’Unione europea.

Le tabelle B.I e B.II citate nell’articolo sono integrate con quelle dell’Allegato 2 al nuovo decreto.

Le novità prevedono, in particolare, l’eliminazione del titolo abitativo richiesto oggi per l’avvio dell’attività artigianale. Come aveva anticipato il Ministro della Pubblica Amministrazione Zangrillo:

vogliamo razionalizzare le pratiche necessarie ad avviare, sospendere o chiudere una attività.

Grazie allo snellimento delle procedure, per le pratiche che riguardano le varie attività degli artigiani (muratori, carpentieri, imbianchini, piastrellisti e decoratori, ma anche sarti, grafici e tecnici audio video) non ci sarà più bisogno di effettuare segnalazioni e comunicazioni varie, con un notevole risparmio di tempo.

Le attività semplificate

Gli snellimenti riguardano disparate attività: muratori e imbianchini, piastrellisti e falegnami, carpentieri, sarti e vetrinisti, organizzatori di ricevimenti e feste, graphic designer e produttori di software e molte altre: in tutto sono 45.

Per molte viene eliminato ogni adempimento superfluo, per altre (es.: calzolaio, corniciaio, fabbro, tornitore del legno, gastronomo) rimangono quelli ambientali e di salute e sicurezza delle attrezzature utilizzate.

Addio SCIA, 2mila euro di risparmi

Gli oneri amministrativi a carico delle imprese sono stati ridotti ed è stato eliminato il titolo abilitativo per l’avvio delle attività.

Il titolo abilitativo (SCIA e relativi allegati) viene infatti eliminato per diverse attività, così come i relativi costi burocratici.

Il risparmio medio stimato è di oltre 2mila euro.

Era lo stesso Zangrillo a sottolineare come per aprire una falegnameria fossero fino ad oggi richiesti fino a 78 adempimenti, spesso privi di fondamento giuridico (72 per le gelaterie, che fanno riferimento a 21 enti diversi).

Il provvedimento riflette la necessità, dettata dall’attuale momento storico, di adottare un processo di semplificazione burocratica di lungo periodo, connaturata allo Stato e alle amministrazioni.

Con il nuovo decreto, ha commentato il ministro Zangrillo:

salgono a oltre un centinaio le semplificazioni quelle già entrate in vigore in materia di autorizzazioni ambientali, energie rinnovabili ed economia verde; licenze edilizie e riqualificazione urbana; infrastrutture digitali; appalti pubblici. Eliminare tutti gli adempimenti che oggi rappresentano soltanto un eccesso di attività, privo di valore aggiunto sia per il sistema impresa sia per la Pubblica amministrazione, significa trasformare la burocrazia da ostacolo in opportunità.

In programma c’è anche la semplificazione dei controlli alle imprese, “per renderli più razionali ed efficaci, secondo un approccio collaborativo tra la Pubblica amministrazione e il tessuto industriale, e per garantire una maggiore stabilità e certezza”.

Le riforme nel PNRR

In programma ci sono 600 semplificazioni da qui al 2026, per le quali è prevista la collaborazione del Governo con la Conferenza delle Regioni, Unioncamere, Province e Comuni.

La riforma della burocrazia rappresenta una delle priorità per il 2024 del governo: vogliamo fare in modo che divenga un’alleata di imprese e cittadini.

Un eccesso di norme e adempimenti rappresenta anche un costo che mina la capacità imprenditoriale, ha osservato il Ministro Zangrillo, che ha ricordato anche come questo processo sia già in corso.

Abbiamo già semplificato oltre cento procedure in settori strategici e prioritari, come telecomunicazioni, ambiente, infrastrutture.

Sullo sfondo, c’è anche un disegno di legge delega per la semplificazione dei procedimenti amministrativi nei settori turismo, disabilità e farmaceutica.