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Riscatto pensione: a chi conviene la nuova pace contributiva

di Teresa Barone

19 Gennaio 2024 09:07

Torna la pace contributiva nel 2024 con il riscatto fino a 5 anni di vuoti contributivi: quanto costa, chi paga l'onere e a chi conviene per la pensione.

Con il 2024 torna la pace contributiva: nella Legge di Bilancio (art. 1, commi 126-130 della legge 213/2023) c’è infatti l’avvio sperimentale (per il biennio 2024-2025) del nuovo meccanismo di riscatto dei vuoti contributivi, pensato per la futura pensione dei giovani con carriere discontinue.

Per evitare di uscire con un assegno troppo povero, l’agevolazione permette di accumulare fino a 5 anni nel proprio montante, valorizzandoli ai fini pensionistici.

Spieghiamo di seguito requisiti e regole per accedere a questa nuova pace contributiva per riscattare fino a 5 anni di periodi “vuoti”, accedendo prima alla pensione e rendendo l’assegno più sostanzioso.

Pace contributiva dal 2024: come funziona il nuovo riscatto per la pensione

I lavoratori senza versamenti antecedenti al 1° gennaio 1996, che ricadono nel sistema di calcolo pensione interamente contributivo (i cosiddetti contributivi puri), potranno riscattare i periodi che non sono coperti da retribuzione e da obblighi contributivi.

La pace contributiva 2024 consente il riscatto di periodi non coperti da contributi compresi tra 2 periodi lavorati. Il tutto, fino a un massimo di 5 anni anche non continuativi, quindi è permesso anche il riscatto parziale.

Il riscatto copre dunque periodi scoperti compresi tra l’anno del primo e dell’ultimo contributo (di qualunque natura: obbligatorio, volontario, figurativo, da riscatto o ricongiunzione) accreditati presso l’Assicurazione generale obbligatoria (AGO), le sue forme sostitutive e le gestioni speciali degli autonomi (artigiani, commercianti, agricoli), nonché la gestione Separata INPS.

Lo strumento consente sia di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro sia di aumentare il numero di contributi, così da ottenere un assegno più alto.

Chi può accedere alla pace contributiva 2024?

La pace contributiva 2024-2025 è destinata ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e agli autonomi, in tutti i casi privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 (contributivi puri) e non già titolari di una pensione. In particolare, possono accedervi gli iscritti a una delle gestioni INPS.

È possibile riscattare periodi non non coperti da contribuzione ma neppure soggetti a obbligo contributivo. Restano esclusi, dunque, i periodo caratterizzati da eventuale omesso versamento dei contributi.

La pace contributiva consente, in pratica, di pagare per versarsi in autonomia (o con il contributo del datore di lavoro) fino 5 anni di contributi che saranno equiparati a quelli ordinari già presenti nel proprio montante per raggiungere prima la pensione e per renderla più ricca.

Quanto costa la pace contributiva 2024?

Il costo della pace contributiva 2024-2025 è equiparato a quello del riscatto ordinario (secondo le regole del dlgs 184/1997). Dunque, non ci sono agevolazioni come nel caso del riscatto della laurea.

Il costo dell’onere di riscatto varia pertanto in base all’ultima retribuzione annua percepita al momento della richiesta, da moltiplicarsi ad esempio per l’aliquota IVS del 33% se si tratta di dipendenti.

  • Il valore dell’aliquota da applicare è quella utilizzata presso la gestione previdenziale per cui si chiede il riscatto al momento della domanda.
  • L’imponibile da prendere a riferimento è pari alla retribuzione degli ultimi 12 mesi lavorati prima della di riscatto. Se non c’è alcuna retribuzione di riferimento, si considera il minimale INPS per artigiani e commercianti (17.504 euro per il 2023).

Più alto è l’ultimo stipendio, più alto è il costo del riscatto. L’unico vantaggio è che possibile pagare a rate l’onere, fino a 120 tranche da minimo 30 euro l’una, senza interessi.

L’onere di riscatto è deducibile dal reddito imponibile IRPEF. Se è pagato dal datore di lavoro al posto dei premi di produzione, diventa deducibile dal reddito di lavoro autonomo e d’impresa.

Come pagare il riscatto dei vuoti contributivi?

La pace contributiva prevista dalla Manovra 2024 nel capitolo di Riforma Pensioni prevede che i vuoti contributivi possano essere riscattati nella misura massima di cinque anni anche non continuativi. Per quanto riguarda i lavoratori del settore privato, potrà essere anche il datore di lavoro a sostenere l’onere per il riscatto, destinandovi gli eventuali premi di produzione.

  • La domanda potrà essere effettuata nel solo biennio 2024-2025, inviata dal lavoratore (o da un suo superstite, parente o affine entro il 2° grado) se si paga in autonomia o dal datore di lavoro privato se si fa carico del versamento.
  • I versamenti potranno essere effettuati in un’unica soluzione o suddivisi in massimo 120 rate mensili, con importo non inferiore a 30 euro e senza applicazione di interessi.

Attenzione: La rateazione non è permessa se i periodi riscattati servono per agganciare subito la pensione o per ottenere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari.

Si attendono i documenti di prassi INPS con le istruzioni pratiche per poter inoltrare la domanda vera e propria.

A chi conviene la pace contributiva per la pensione?

Il nuovo riscatto dei voti contributivi (che per certi versi ricalca quello già sperimentato nel 2019), seppur a costo pieno, può risultare conveniente a chi non raggiunge i requisiti minimi per la pensione di vecchiaia, oggi a 67 anni, dal 2026 destinata probabilmente ad acquisire nuovi scatti per il requisito anagrafico, dovuti alle aspettative di vita (a meno che la nuova Commissione istituita dal Governo non cambi radicalmente nei prossimi anni i criteri per l’adeguamento all’inflazione dei trattamenti pensionistici ricadenti nel sistema contributivo).

Un altro fattore di convenienza, per i giovani che sono ancora a inizio carriera e vogliono incrementare la futur pensione in vista di un trattamento esiguo, dovuto alla persistente precarietà ed a retribuzioni mediamente modeste.

Se però nessuno di questi due obiettivi sarebbe centrato con il riscatto della pace contributiva, alllora gl elevati costi che comporta non renderebbero la misura particolarmente conveniente.

Meglio a quel punto optare per il riscatto della laurea o per una pensione integrativa.