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Controlli ispettivi anche nel cantiere domestico: nuova sentenza

di Alessandra Gualtieri

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Ammessi le ispezioni degli Ispettori del Lavoro nei cantieri edili dentro casa: verifiche legittime senza autorizzazioni, stop agli operai in nero.

L’area destinata a cantiere edile, pur se di proprietà privata, non è qualificabile come luogo di privata dimora né come luogo in cui si svolgono attività destinate a rimanere riservate, trattandosi piuttosto di luogo aperto al pubblico, tant’è che gli ispettori del lavoro accedevano liberamente senza chiedere autorizzazione alcuna.

Lo afferma una nuova sentenza, pronunciata dalla Corte di Appello di Lecce (la n. 502/2022), accogliendo il ricorso presentato dal Ministero del Lavoro, avverso ad un precedente parere del tribunale.

Dunque, i luoghi di “privata dimora” non possono essere esclusi dal potere di ispezione. Un precedente importante per i futuri cantieri edili, anche in considerazione dei nuovi obblighi contrattuali e contributivi legati alle maestranze che eseguono i lavori agevolati con i vari bonus casa.

Al centro della sentenza c’è l’interpretazione del divieto previsto dall’articolo 13 della legge 689/1981. Il nuovo pronunciamento mira a scongiurare l’utilizzo di operai in nero assoldati per la realizzazione di interventi edili, anche se si svolgono nelle mura domestiche: è lecito effettuare ispezioni anche dentro casa.

Il motivo della nuova sentenza è che l’accertamento effettuato presso un cantiere edile è giustificato dal momento che una casa privata perde l’accezione di privata dimora, diventando area aperta al potenziale controllo da parte degli organi di controllo, incluso l’Ispettorato del Lavoro, che ne ha dato notizia con uno specifico comunicato stampa.