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Coronavirus: dal Governo nuovi aiuti per le imprese

di Redazione PMI.it

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Nuovo decreto Coronavirus del Governo a sostegno di imprese, professionisti e lavoratori, accordo ABI per il credito bancario, appello per un intervento strutturale.

Nuovi provvedimenti del Governo sull’emergenza Coronavirus, questa volta concentrati sugli aiuti alle imprese. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto-legge recante “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Misure che vanno dallo stop agli adempimenti tributari per un determinato periodo a un credito d’imposta che consenta di recuperare il calo di fatturato, a strumenti rivolti a settori particolarmente colpiti come Agricoltura e Turismo.

Imprese, sindacati e banche avevano infatti chiesto all’Esecutivo uno sforzo per rilanciare l’economia del Paese, soprattutto visti gli impegni già presi con le parti sociali nell’ambito del tavolo al MiSE per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

1. Versamenti e adempimenti

Per i soggetti che hanno residenza, sede legale o sede operativa nei comuni della “zona rossa” (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo’):

  • Proroga versamenti in scadenza dal 23 febbraio al 30 aprile, al 31 maggio: cartelle di pagamento emesse da agenti della riscossione; avvisi di addebito da enti previdenziali e assicurativi; atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle dogane; atti di accertamento esecutivi emessi da enti locali per entrate tributarie e patrimoniali; “rottamazione-ter”; “saldo e stralcio”;
  • sospensione bollette di acqua, gas e luce fino al 30 aprile, con eventuale rateizzazione una volta ripreso il pagamento;
  • sospensione rate dei mutui agevolati concessi da Invitalia alle imprese, per 12 mesi;
  • diritti camerali.

Inoltre, si estende la sospensione dei termini per adempimenti e pagamenti prevista dal decreto del 24 febbraio ai contribuenti che risiedono al di fuori della “zona rossa” ma si avvalgono di intermediari che vi sono ubicati.

Si prorogano i termini per comunicare i dati ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata, per dare a professionisti e operatori economici di tutta Italia più tempo per raccoglierli e trasmetterli.

2. Aiuti economici e ammortizzatori sociali

  • Cassa integrazione ordinaria per unità produttive operanti nei comuni in zona rossa e lavoratori ivi domiciliati (ricorso alla cassa integrazione esteso ai datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale – FIS);
  • possibilità di sospensione Cassa integrazione straordinaria per imprese che vi avessero fatto ricorso prima dell’emergenza e sostituzione con Cig;
  • cassa integrazione in deroga per datori di lavoro privati, anche agricoli, con unità produttive nei comuni in zona rossa e per i lavoratori ivi domiciliati, che non possono beneficiare di altri strumenti di sostegno al reddito, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di tre mesi;
  • indennità di 500 euro al mese, per un massimo di tre mesi, per i lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, agenti commerciali, professionisti e autonomi (compresi i titolari di attività di impresa iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria – AGO) domiciliati o che svolgono attività nei comuni in zona rossa, parametrata alla effettiva durata della sospensione dell’attività.

3. Aiuti imprese danneggiate

  • Incremento del Fondo di garanzia PMI e, per 12 mesi, garanzia della priorità della concessione del credito a quelle operanti nella “zona rossa”,  comprese quelle del settore agroalimentare. La concessione è a titolo gratuito, per un importo massimo per singola impresa di 2,5 milioni di euro e copertura massima dell’80% nel caso di interventi di garanzia diretta, 90% in caso di riassicurazione. L’intervento potrà essere esteso, con successivo decreto e per periodi determinati, alle PMI con sede in aree limitrofe alla “zona rossa” che per questo abbiano subito un danno eccezionale o che facciano parte di una filiera particolarmente colpita;
  • sospensione rate mutui per immobili residenziali di lavoratori che subiscano sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario per almeno 30 giorni;
  • incremento di 350 milioni di euro dei fondi destinati al sostegno delle imprese esportatrici;
  • estensione validità tessere sanitarie e Carta nazionale dei servizi;
  • misure volte ad agevolare il ricorso al lavoro agile (smart working) dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche;
  • mantenimento retribuzione dipendenti pubblici in caso di malattia con ricovero ospedaliero o assenza per malattia dovuta al COVID-19, ivi compresi i periodi di quarantena;
  • possibilità, per i laureati in medicina e chirurgia che non possano sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione a causa dell’ordinanza del Ministro dell’università del 24 febbraio, di frequentare con riserva il corso di formazione specifica in medicina generale;
  • conservazione validità anno scolastico, anche qualora gli istituti non possano effettuare i duecento giorni di lezione previsti a seguito delle misure di contenimento;
  • estensione regime fiscale delle donazioni di alimenti (non imponibilità a fini IVA e imposte redditi) alle donazioni di altre merci (vestiario, computer ecc.);
  • l’istituzione di un fondo rotativo per la concessione di mutui a tasso zero per le imprese agricole in difficoltà;
  • differimento al 15 febbraio 2021 per l’obbligo di segnalazione (procedimento di allerta) che grava su organi di controllo interno e revisori contabili, introdotto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14).

=> Scadenze fiscali sospese nelle zone Coronavirus

4. Settore turistico

Per strutture ricettive, agenzie di viaggio e tour operator, sospensione al 31 marzo del versamento di contributi previdenziali e ritenute fiscali.
Per gli utenti che non abbiano potuto viaggiare da e per la “zona rossa” o usufruire di pacchetti turistici a causa delle misure di contenimento del COVID-19 disposte da autorità italiane o straniere, si prevedono specifiche forme di compensazione.

Richieste delle imprese

Le aziende, in realtà, auspicavano uno sforzo di più ampio respiro. Attraverso un appello condiviso da associazioni datoriali e sindacati hanno infatti chiesto al Governo di «costruire un grande piano di rilancio degli investimenti nel Paese che contempli misure forti e straordinarie per riportare il lavoro e la nostra economia su un percorso di crescita stabile e duratura». L’appello congiunto è firmato da ABI (banche italiane), associazioni imprenditoriali CNA Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Legacoop, Casartigiani, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, e dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. Un fronte ampio e compatto, che si è formato intorno all’esigenza di superare rapidamente e in modo efficace la congiuntura provocata dal coronavirus.

Dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese.

Questo è il momento per costruire un grande piano di rilancio degli investimenti nel Paese che contempli misure forti e straordinarie per riportare il lavoro e la nostra economia su un percorso di crescita stabile e duratura.

Un ruolo importante viene chiesto anche alle istituzioni europee. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nei giorni scorsi ha evidenziato la volontà dell’Italia di utilizzare tutti gli spazi di flessibilità previsti, anche a livello europeo, per finanziare le misure che verranno adottate.

L’ABI ha intanto previsto di estendere l’accordo per il credito ai finanziamenti in essere al 31 dicembre 2019, con la possibilità di fornire liquidità alle imprese (la proposta è stata presentata per sottoscrivere un nuovo accordo per il credito), oltre a insistere con il Governo nel chiedere un potenziamento del Fondo di Garanzia PMI.

Infine, ci sono un serie di richieste che arrivano dal mondo delle Professioni: il Consiglio Nazionale dei Commercialisti chiede la sospensione di adempimenti fiscali e versamenti contributivi per le imprese colpite dall’emergenza anche non in zona rossa (per la quale c’è già il decreto che sospende una serie di adempimenti) e ammortizzatori sociali attraverso una procedura semplificata.

I Video di PMI

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