Codice fiscale: sì ai caratteri diacritici

di Alessandro Vinciarelli

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Calcolo codice fiscale e tessera sanitaria: saranno utilizzati anche i caratteri diacritici per la registrazione dei dati anagrafici, in forma originale del nome e cognome e traslitterata.

Il Calcolo del Codice Fiscale da oggi si adegua alle differenze linguistiche: l’Agenzia delle Entrate ha reso noto – con la circolare n. 34/2011 che – nel proprio sistema informativo è ora possibile inserire anche nomi e cognomi con caratteri diacritici riportati nell’allegato alla circolare n.1 del 2008 del ministero dell’Interno, ossia Â=A, Ä=AE, Æ=AE, Ç=C, C=C, Ê=E, Ë=E, Î=I, Ï=I, Ô=O, Ö=OE, Œ=OE, Û=U, Ü=UE, Š=S, Ž=Z, ß=SS e le vocali con accenti acuti e gravi.

Un adeguamento che semplifica l’attività di allineamento dei dati anagrafici in possesso dell’Anagrafe tributaria e dei Comuni, volta a ridurre gli adempimenti ed eliminare le inefficienze amministrative.

Il servizio di colloquio tra Agenzia e Comuni Puntofisco (ex colloquio Siatel) è operativo già da anni e nel tempo i Comuni si sono specializzati nell’utilizzo del sistema certificato Ina-Saia, gestito dal ministero dell’Intern per l’interscambio dei dati anagrafici.

La tessera sanitaria e il codice fiscale, in caso di segni diacritici saranno prodotti in via automatica e riporteranno il nome e il cognome anche nella forma traslitterata. La stessa verrà utilizzata in tutti gli atti e documenti nei quali non sarà possibile impiegare la forma originale dei dati anagrafici.

L’Anagrafe tributaria comunque utilizzerà come di consueto i caratteri maiuscoli. In caso di vocale accentate si inerirà la corrispondente lettera seguita dall’apostrofo.

Ai fini del codice fiscale, vocali accentate o meno non hanno alcuna influenza, poiché l’algoritmo prevede l’utilizzo esclusivo dei 26 caratteri maiuscoli contenuti nella tabella inserita nel Decreto Ministreriale del 23 dicembre 1976(vedi: Calcolo del Codice Fiscale).

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