Premi produttività: basta la parola

di Noemi Ricci

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Per la detassazione dei premi di produttività basta la dichiarazione nel CUD del datore di lavoro: non serve un documento cartaceo che attesti l'accordo con il dipendente.

Detassazione dei premi di produttività corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato (tassazione agevolata del 10%): non serve alcun documento cartaceo che attesti gli accordi tra dipendenti e datori di lavoro, in base al principio di libertà d’azione sindacale sancito dall’articolo 39 della Costituzione.

L’azienda attesta direttamente nel CUD che le somme si riferiscono a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione o efficienza organizzativa, erogate in base a specifico accordo o contratto collettivo territoriale o aziendale.

Per il 2011 ricordiamo che è stato innalzato a 40mila euro il limite di reddito per l’accesso al beneficio, mentre resta inalterato a 6mila euro il tetto complessivo di retribuzione detassabile.

Tutto questo, lo chiarisce la Circolare congiunta Agenzia delle Entrate – Ministero del Lavoro, n. 3/E del 14 febbraio sull’agevolazione introdotta per la prima volta nel 2008, prorogata per gli anni 2009 e 2010 e confermata anche per il 2011 con il decreto legge 78/2010, articolo 53.

Il beneficio fa riferimento alle prestazioni correlate a incrementi di produttività, competitività e redditività di lavoro straordinario, di tempo parziale, di lavoro notturno o festivo, alle indennità di turno e alle maggiorazioni per lavoro normalmente prestato in base a un orario articolato su turni.

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