Voluntary disclosure bis in arrivo?

di Barbara Weisz

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Renzi definisce concreta l'ipotesi di voluntary disclosure bis: possibile riapertura dei termini ma non si esclude una misura permanente.

Un nuovo provvedimento sulla collaborazione volontaria per l’emersione dei capitali all’estero: secondo le parole del premier Matteo Renzi è «un’ipotesi molto concreta». Il presidente del Consiglio non ha fornito indicazioni su tempi e modi di questa nuova  voluntary disclosure bis ma, nel corso della trasmissione Porta a Porta, ha confermato le indiscrezioni delle ultime settimane in base alle quali la misura è allo studio.

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 L’obiettivo del Governo è con ogni probabilità quello di fare cassa, anche per finanziarie il programma di riduzione fiscale che proseguirà nel 2017 e 2018, favorendo anche la riemersione di capitali su cui sono state evase le tasse. La voluntary disclosure del 2015 ha consentito di incassare circa 4 miliardi di euro: il dato non è ancora certo, perchè dopo le adesioni (concluse a fine novembre 2015), l’Agenzia delle Entrate ha tempo fino al dicembre 2016 per concludere tutte le pratiche.

Come è noto, la legge sulla voluntary disclosure (186/2014), ha previsto uno sconto sulle sanzioni e un condono sui reati penali connessi all’evasione dei capitali oggetto di emersione. Non è chiaro che il provvedimento a cui sta lavorando il Governo sarà rappresentato da una riapertura dei termini, magari con sanzioni più alte rispetto a quelle previste dalla precedente normativa, oppure da una misura diversa dalla precedente.

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Non si esclude una sorta di voluntary disclosure permanente, sul modello di esperienza di altri paesi europei, come Germania e Francia, dove però i costi di emersioni sono più alti di quelli sperimentati in Italia.

Come detto, la rimersione dei capitali può essere anche un modo per produrre gettito da destinare al taglio delle tasse: lo stesso Renzi ha a più riprese insistito sull’intenzione di proseguire la riduzione dell’imposizione fiscale. Con la Legge di Stabilità 2017 arriveranno il taglio IRES per le imprese e il congelamento degli aumenti IVA. E’ aperto il dibattito sulla possibilità di anticipare al 2017 anche il taglio IRPEF (che è in agenda per il 2018): il premier su questo non si sbilancia, ma di fatto non esclude l’anticipo al 2017, ipotesi che invece è respinta dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che pone l’accento sulla necessità di salvaguardare i conti pubblici.

=> Riduzione aliquote e scaglioni IRPEF

L’intervento sull’IRPEF potrebbe essere rappresentato da una riduzione delle aliquote (ad esempio, un punto in meno per i redditi da 15mila a 55mila euro), oppure da una rimodulazione degli scaglioni (che potrebbero passare a tre, dagli attuali cinque). Sul tavolo del programma di riduzione fiscale restano anche le ipotesi di estendere ai pensionati il bonus di 80 euro al mese, e nuove misure sui contributi previdenziali.

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