Per il montascale con Bonus Barriere presso l’abitazione di mia madre, i bonifici parlanti vanno fatti a suo nome o a mio nome? Nella prima ipotesi, in caso di premorienza, il recupero del 75% in 10 anni passerebbe a me in quanto erede?
Il bonus barriere architettoniche, come del resto la totalità delle agevolazioni edilizie, spetta a chi sostiene la spesa. Il contribuente deve anche avere un titolo idoneo sull’immobile, ad esempio proprietà, locazione, comodato, uso, abitazione. Quindi, nel suo caso, se lei è proprietario o comproprietario, oppure se vive con sua madre o detiene un altro titolo sull’immobile, ha i requisiti per essere ammesso alla detrazione. Per averne diritto, deve anche effettivamente sostenere la spesa.
L’agevolazione è pari al 75% della spesa, su un tetto che varia da 30mila a 50mila euro a seconda della tipologia di immobile. Tuttavia è in vigore solo fino al 31 dicembre 2025. Se non rientra nel requisito, allora è necessariamente sua madre a dover pagare l’intervento edilizio e di conseguenza a effettuare il bonifico parlante.
La quota annuale della detrazione pluriennale residua, in caso di premorienza, si trasmette esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.
Nel principio di diritto 7/2025 l’Agenzia delle Entrate chiarisce infatti che «la detenzione materiale e diretta dell’immobile» deve sussistere «per l’intera durata del periodo d’imposta di riferimento; pertanto, in tutti i casi in cui l’immobile pervenuto in eredità sia locato o concesso in comodato anche solo per una parte dell’anno, l’erede non potrà fruire della quota di detrazione riferita a tale annualità».
Un utile strumento di consultazione è la scheda sull’agevolazione, sul sito web dell’Agenzia delle Entrate.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz